Odessa, un anno dopo il massacroTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Odessa, un anno dopo il massacro

Un anno fa, il 2 maggio 2014, i miliziani di estrema destra  ucraini diedero fuoco alla Casa dei Sindacati di Odessa uccidendo un numero imprecisato di innocenti. Una tragedia terribile che l’Occidente non ha voluto vedere ma che, a distanza di un anno, è impossibile da dimenticare. E soprattutto ricordarla aiuta a capire come mai in Ucraina le cose non potranno più tornare come prima del #Maidan.

Indipendentemente da come qualcuno possa pensarla circa la situazione in Ucraina, e non staremo qui di nuovo a ricordare quegli eventi che portarono al Maidan, alla caduta di Yanukovich eccetera, il 2 maggio 2014 ha segnato per sempre la storia dell’Ucraina, e soprattutto quella del Donbass. Stiamo parlando di quello che successe a Odessa, il terribile massacro della Casa dei Sindacati, dove decine e decine di cittadini innocenti vennero bruciati vivi e forse uccisi prima uno ad uno, dai nazionalisti di estrema destra ucraini. Un massacro abietto, terribile, che Kiev ha sempre cercato di addossare ai cosiddetti filorussi ma che immagini e indagini di vario genere hanno attribuito proprio alle bande ultranazionaliste e neofasciste collegate alla “nuova” Ucraina che qualcuno vorrebbe farci vedere come democratica. A dirlo sono stati in tanti, ma voci isolate dal momento che i media italiani ed europei, in modo a dir poco vergognoso, hanno dato pochissimo spazio a questo “pogrom”, forse perchè metteva in crisi la loro narrazione del #Maidan come di rivolta di popolo contro l’oppressore (Ne ha parlato anche l’Huffington Post, leggi qui). Nessuno sembra però avere la consapevolezza di quanto è successo a Odessa, il che è un peccato perchè se lo si comprendesse forse si riuscirebbe anche a capire come mai il #Donbass non possa più tornare indietro, come mai gli abitanti dell’Ucraina dell’Est non possano più in alcun modo fidarsi del governo di Kiev, un governo che non li considera nemmeno come controparte dal momento che li etichetta tout court come “terroristi”. Di fronte a questo i media occidentali continuano a parlare di un’Ucraina che esiste però solamente nei loro manuali di propaganda, omettendo invece di parlare degli aspetti “scomodi” come dei battaglioni neonazisti inquadrati nella Guardia Nazionale, o appunto del pogrom di Odessa. Non solo, secondo diversi media russi come SputnikNews a Odessa le autorità ucraine avrebbero spostato combattenti dell’unità “Alpha” da altre regioni in vista della manifestazione prevista per ricordare l’anniversario della strage alla Casa dei Sindacati. Lo ha riferito anche il canale tv TSN, basandosi su fonti locali, mostrando quindi che il governo di Kiev evidentemente teme che possa montare la protesta popolare proprio in relazione a quella strage terribile, rimasta vergognosamente impunita. Nonostante questo a Odessa si sono radunati in tanti per ricordare quel maledetto giorno, verrebbe da chiedersi se ne parleranno quegli stessi giornalisti che un anno fa arrivavano persino a raccontare (vedi l’Unità) che la Casa dei Sindacati con i filorussi dentro fosse stata incendiata da loro stessi. Noi invece vogliamo ricordare i martiri di Odessa, ben sapendo che non riusciremo mai a dimenticare le orribili foto delle persone uccise, le foto della violenza immonda e soprattutto impunita che hanno posto fine alla vita di decine e decine di persone innocenti.

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