Odio e razzismo in Italia. Chi lo fomenta?Tribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Odio e razzismo in Italia. Chi lo fomenta?

Un immigrato seduto sulle scale e una voce che urla: “Torna nella giungla”. Una giovane con il velo e una donna che inveisce: “Quelle come te non le vogliamo”. E poi un ragazzo gay e un’anziana, e per ognuno un’offesa. È lo spot dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, che viene trasmesso dalle emittenti televisive e che oggi viene lanciato sui social network.

Fonte: Oltremedianews

La campagna informativa ‘Spegni le discriminazioni, accendi i dirittì’ è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del contrasto alla discriminazione e a favorire la conoscenza da parte delle vittime e dei testimoni di discriminazioni degli strumenti di tutela esistenti.

La campagna mira a divulgare il servizio offerto dal contact center Unar che, attraverso il numero verde 800901010 e il sito www.unar.it, raccoglie denunce e segnalazioni da parte di vittime o testimoni di discriminazioni per origine etnica, età, credo religioso, disabilità, orientamento sessuale e/o identità di genere. “Abbiamo deciso di lanciare questa campagna contro tutte le discriminazioni anche sui social network perché dalle segnalazioni e dalle denunce che riceviamo abbiamo visto che una delle frontiere più difficili è proprio il razzismo online – dice all’Adnkronos il direttore dell’Unar, Marco De Giorgi – Quasi il 30% delle denunce e segnalazioni che riceve l’Unar riguarda proprio il settore dei media e dei new media”.

“A questa campagna hanno aderito tantissime associazioni ma anche tanti politici di diversi schieramenti – spiega De Giorgi – Il target che ci interessa di più è quello dei giovani, quelli che usano internet, proprio per fare prevenzione e contrasto delle discriminazioni”.

A proposito di internet sono tantissimi i siti, i gruppi e le pagine sui social network che incitano al razzismo. A quanto pare i gestori dei social network e la polizia postale non sempre sono in grado di monitorare e cancellare il materiale che circola in rete. Ecco perché, nonostante le tante censure e le numerose pagine oscurate, restano tantissimi i profili che istigano all’odio razziale e dove i migranti vengono ricoperti di pesanti insulti, additati come il male dell’Italia. Inoltre basta leggere i commenti, anche ad articoli di giornale, per vedere quanti (tanti) utenti commentano e postano calunnie  e offese.

A tal proposito è nato, ormai da tempo, il gruppo facebook  “Fuori il razzismo da Facebook”, un gruppo, appunto, promosso da italianipiu.it e stranieriinitalia.it per segnalare e cancellare pagine, gruppi, commenti, foto e post a sfondo razzista dal noto social network. Sulla stessa pagina di presentazione del gruppo si legge tra i commenti: “immigrati bastardi e andato a finire che gli immigrati valgono piu di noi guardare questa merda di sito svegliateve dux”. Ecco la semplice testimonianza di quanto raccontato.

De Giorgi continua: “Nel 2013 abbiamo avuto circa 1.300 segnalazioni di episodi di discriminazione, nel 2014 siamo arrivati a oltre 1.400, di questi quasi un terzo riguarda il web e i media, il 70% di queste denunce è relativo alla discriminazione a sfondo etnico, razziale e religioso. L’Unar proprio per questo vuole lanciare un messaggio per facilitare e promuovere anche il dialogo interculturale”.

Quanto all’islamofobia, in particolare, ci sono casi in cui, “quando ci si presenta a un colloquio di lavoro, chiamarsi Ahmed fa la differenza” dice De Giorgi, così come esistono “episodi di intolleranza nei confronti delle donne con il velo”.

“È la prima volta che in Italia si lancia una campagna contro tutti i tipi di discriminazione – rileva il direttore dell’Unar – e questo è un fatto molto innovativo che ci porta sulla linea di quello che si fa nelle democrazie più avanzate”. Nei prossimi giorni la campagna sarà diffusa anche su carta stampata, nelle stazioni ferroviarie e sui mezzi del trasporto pubblico locale.

Nonostante tale campagna da parte dell’Unar, ricordiamo, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali del Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio, il razzismo di una determinata classe politica trova sempre più agibilità e legittimità.

Ricordiamo che il 28 febbraio a Roma ci sarà il comizio in piazza del Popolo di Matteo Salvini, colui che è riuscito, a quanto pare, a riunire la destra, chiamiamola, “più calda”. La “marcia” su Milano con casapound dell’ottobre scorso sembra aver stretto i rapporti tra Lega e i “fascisti del terzo millennio”.  Ricordiamo una delle tante frasi di Salvini, ripresa dal sito aforismi.meglio.it : “Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata.” Ecco chi si propone come governante di un paese, l’Italia, sempre più incline al razzismo e alla xenofobia. Basta uscire di casa e dirigersi verso le periferie per capire che il clima è davvero bollente e di certo non serve chi soffia sul fuoco.

Lo stesso 28 febbraio a Roma, da piazza Vittorio, ci sarà una mobilitazione contro il comizio di Salvini. Da settimana è partita la campagna “MaiCon Salvini”.

mai con salvini

“Salvini è il vero degrado di questa città, che la Lega Nord che ora punta sul populismo nazionalista e alle alleanze con casapound è stata responsabile delle scelte politiche e di governo per tutti i 20 anni di Berlusconismo che hanno ridotto l’Italia nelle condizioni in cui si trova ora, un progetto quello di Salvini assolutamente funzionale alle politiche del Governo Renzi, un messaggio quello di Salvini pericoloso, xenofobo, razzista, omofobo del tutto inaccettabile e irricevibile” si legge nel documento stilato dall’assemblea che promuove la mobilitazione.

Nicola Gesualdo 

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