OGGI AL CINEMA: 12 anni schiavoTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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OGGI AL CINEMA: 12 anni schiavo

Con nove nomination ai premi Oscar, “12 anni schiavo”,film diretto da Steve McQueen, è oggi nelle sale italiane. La straziante vita di Solomon Northup, uomo nero libero, strappato dalla sua famiglia per diventare schiavo nelle piantagioni del Louisiana. 

Fonte: Oltremedianews

Steve McQueen propone al pubblico un film davvero emozionante, profondo, crudo, ma reale. E’ una storia vera. La vicenda è tratta dall’omonima autobiografia di Solomon Nurthup, uomo libero, musicista, rapito e condotto nelle piantagioni schiaviste americane, dove rimarrà schiavo sotto le frustrate, le urla e le ingiustizie dei suoi padroni per 12 anni. Ha ricevutonove nomination per i premi Oscar: miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista (Chiwetel Ejiofor), miglior attore non protagonista (Michael Fassbender), miglior attrice non protagonista (Lupita Nyong’o), miglior sceneggiatura non originale, miglior montaggio, miglior scenografia, migliori costumi. Questa sera, 2 marzo, verranno finalmente assegnati i premi al Dolby Theatre di Los Angeles e “12 anni schiavo”, terzo in classifica per i numeri di nomination dopo “American Hustle” e “Gravity” con 10, con ogni probabilità riuscirà a conquistare più di una statuetta d’oro.

Il film si apre sul 1841, quando il protagonista è un uomo libero, benestante, talentuoso violinista, con una moglie e due figli. Viene però ingannato da due falsi uomini di spettacolo e rapito per essere venduto come schiavo ai grandi proprietari delle piantagioni di canna da zucchero o cotone del Louisiana. Fino al 1853, per 12 lunghi anni rimarrà schiavo, proprietà di tre padroni. Presso il padrone Epps trascorrerà la maggior parte della sua esistenza, cogliendo cotone in una gara sulla quantità raccolta tra i lavoratori, guadagnando spesso frustate dolorose per esserne riuscito a cogliere un peso troppo basso.

 

Il film di McQueen intende impressionare lo spettatore in maniera profonda, le scene sono realistiche e crudeli, il lager schiavista è raccontato nella sua quotidianità violenta, razzista, sporca e carnale.

Colpisce l’attenzione data dalla regia per alcuni particolari, ad esempio ai canti dei neri prigionieri durante il loro lavoro, sottotitolati in italiano per una migliore comprensione, in cui si alternano testi religiosi profondamente sentiti a canzoni razziste e offensive che erano costretti a cantare per accontentare i capricci del padrone.

Il film è quindi particolare e unico, sicuramente stupendo e profondo. Durante la proiezione allo spettatore sembra di partire le sofferenze e la vita in catene del protagonista e dei suoi compagni. La crudeltà della descrizione immerge lo spettatore nel dolore e nell’ingiustizia, tanto da voler scappare anch’esso il prima possibile da quell’inferno.

La stupenda regia di McQueen è riuscita a rendere il cinema finalmente un’arte, un’arte che trasmette messaggi ed emozioni, un’arte che riesce a far riflettere per ore lo spettatore dopo la fine del film, a farlo soffrire e patire, per ricordarsi una volta uscito le crudeltà del passato, la violenza, l’egoismo e la cecità che possono colpire un uomo, che crede ancora di fare il giusto agli occhi di Dio e di avere a che fare con bestie anziché con persone. “12 anni schiavo” ha reso il cinema qualcosa di profondo ed efficiente, non una fonte di profitto o di svago, ma di cultura, consapevolezza, denuncia e memoria e “solamente” per questo meriterebbe un premio.

Claudia Paccosi 

Trama: 5/5

Regia: 5/5

Recitazione: 5/5

Fotografia: 4/5

Colonna sonora: 4/5

Originalità: 4/5

Consigliato a chi: a chi crede nel cinema, immagine per riflettere

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