"Oggi siamo tutti francesi" ha senso solo se prima si è detto/scritto/diffuso il "siamo tutti siriani"Tribuno del Popolo
martedì , 24 gennaio 2017
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“Oggi siamo tutti francesi” ha senso solo se prima si è detto/scritto/diffuso il “siamo tutti siriani”

“Oggi siamo tutti francesi” ha senso solo se prima si è detto/scritto/diffuso il “siamo tutti siriani”

Ecco una riflessione sui fatti di Parigi fatta da un nostro collaboratore, Diego Angelo Bertozzi , e ripresa anche da altri siti, vedi L’Antidiplomatico.
L’esecrabile e ignobile attacco terroristico di oggi a Parigi rende ancora più evidente la natura criminale delle aggressioni alla Libia e alla Siria a sostegno proprio delle peggiori formazioni dell’estremismo di matrice islamica. Non ci troviamo di fronte a nulla che possa minimamente definirsi come uno “scontro di civiltà”, all’ennesimo episodio della lotta tra il “bene” (noi) e il “male” (gli altri). Assolutamente no! Quanto accaduto oggi – e quanto accade quotidianamente in Libia, in Siria o nello Xinjiang cinese – è la logica conseguenza di una prassi imperialista che per raggiungere i suoi obiettivi non si preoccupa di utilizzare e sostenere l’estremismo islamico, così come lo squadrismo nazistoide (Ucraina).
“Oggi siamo tutti francesi” ha senso solo se prima si è detto/scritto/diffuso il “siamo tutti siriani”, quando a Damasco esplodevano continuamente autobombe, o il “siamo tutti cinesi” quando nel maggio scorso a Urumqi un attentato ha causato la morte di 31 persone. Per non parlare del “siamo tutti russi”, quando nel dicembre del 2013 una kamikaze si è fatta saltare in aria nella stazione di Volgograd.
Stesso sangue, sempre innocente. Eppure non accade, perché ad imperare è ancora la “doppia morale” di un retaggio coloniale che non passa, anzi sembra rafforzarsi proprio nel pieno dispiegarsi di un progetto neocoloniale.
Per me è molto semplice: quel “siamo tutti francesi” in bocca a molti è un insulto, alle vittime francesi, come a tutte quelle di atti di indescrivibile barbarie. E’ un insulto l’ennesimo editoriale di Ezio Mauro con il suo elenco di obiettivi del terrorismo che si limita sempre e solo all’Occidente, come se altrove, fuori dai confini sacri degli uomini più uomini di altri, i “barbari” potessero agire con qualche giustificazione.
Diego Angelo Bertozzi
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