Okinawa. Proteste contro gli Usa per l'ennesima violenza | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Okinawa. Proteste contro gli Usa per l’ennesima violenza

Giappone sotto shock dopo lo stupro di una donna commesso da due marines americani. L’ennesimo caso di violenze che ha fatto infuriare la popolazione nipponica. 

Okinawa, Giappone, paese, città a sovranità limitata. Proprio così, migliaia di giapponesi hanno deciso di dire basta ai continui soprusi delle truppe di “occupazione” americane e sono scesi in piazza per chiedere finalmente  la chiusura della base navale americana dopo lo stupro ai danni di una donna, commesso da due soldati di 23 anni. Non è la prima volta che i marines americani si divertono a gozzovigliare nei villaggi vicini, importunando gli abitanti in vario modo, impunemente.

“No rape, no Base”, No agli stupri, no alla base. Questo uno dei tanti slogan contro la base di stanza Usa in Giappone, una base la cui esistenza sembra quantomai anacronistica ma che la Casa Bianca continua a mantenere aperta. I vertici del governo nipponico hanno espresso a Washington tutta la loro rabbia per lo stupro commesso il 16 ottobre scorso, e chiedono che i due marines, che sono stati arrestati, vengano puniti con una pena esemplare. Già perchè non possono essere puniti da un tribunale nipponico, e spesso quelli americani sono molto indulgenti con i loro connazionali.  Sono decenni per la verità che la base militare di Okinawa continua a essere al centro di malumori, e da tempo i giapponesi chiedono che gli americani se ne vadano, restituendo la sovranità agli abitanti.

Secondo la polizia i due soldati Usa, Browning e Dozierwalker (entrambi di 23 anni) avrebbero stuprato una donna sull’isola principale di Okinawa, causandole anche dolorose ferite sul collo. Tutto ciò è accaduto il 16 ottobre scorso, alla vigilia della fine del servizio dei due marines nella base militare americana in Giappone. Adesso bisognerà capire se i due militari hanno premeditato lo stupro oppure se si sia trattato di un vero e proprio raptus. Attualmente i militari americani ancora presenti sul posto solo oltre 26,000, e il comandante della base è stato costretto a imporre una notte di coprifuoco ai militari per evitare possibili vendette. Lo stupro ha riportato alla memoria un’altra tragica violenza, accaduta nel 1995, quando un gruppo di americani stuprò una bambina di 12 anni. Anche allora in tanti chiesero alle truppe Usa di abbandonare il Paese, senza alcun successo. Dal 1972 a oggi sono almeno 5700 i crimini commessi dai marines nell’isola giapponese, un dato vergognoso ancor più che spesso tali crimini restano impuniti.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top