Ombre e dubbi sul Tribunale dell'AjaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Ombre e dubbi sul Tribunale dell’Aja

Assolti due testimoni del processo all’ex Jugoslavia contro Slobodan Milosevic, ora si apre la polemica su agenti segreti al soldo della Nato che ricevono trattamenti di favore al Tribunale dell’Aja.

Chi controlla il controllore? Bella domanda, soprattutto se si parla degli Stati Uniti e della Nato. Ricorderete tutti l’attivismo del Tribunale dell’Aja nel giudicare i crimini di guerra nell’Ex Jugoslavia, dove vennero assolti due testimoni contro Slobodan Milosevic, Stanisic e Simatovic. Altri, ad esempio gli  agenti segreti al servizio della Nato, hanno ricevuto trattamenti di favore da parte del Tribunale dell’Aja. Un giudice danese, Fredrik Harhoff, ha accusato il presidente del Tribunale dell’Aja, lo statunitense Meron, di avere “effettuato pressioni sui suoi colleghi“. Harhoff  ha dichiarato di nutrire sospetti che gli ordini a Meron siano arrivati dall’establishment militare americano e israeliano, guarda un pò. 

Attraverso una lettera confidenziale inviata a una cinquantina di colleghi, pubblicata a stralci dal quotidiano danese BT, il giudice danese, che lavora presso il Tribunale Penale Internazionale per l’Ex Jugoslavia, ha criticato duramente la Corte dell’Aja per diverse sentenze di assoluzione date con troppa libertà e a senso unico, vedi il caso del generale croato Ante Gotovina, dove ha pesato il ruolo di Usa e Israele in vista  in vista di futuri processi in cui sono coinvolti esponenti dei due Paesi. Il giornale danese BT ha riportato passaggi in cui il giudice sostiene che ‘‘alcuni verdetti’’ del Tpi hanno provocato in lui ‘‘profondi dilemmi morali e professionali, mai sperimentati prima’’. Di più, il giudice danese ha avanzato anche il sospetto che alcuni suoi colleghi siano stati sottoposti a pressioni politiche perchè assolvessero alcuni imputati come Gotovina appunto. Tali pressioni sono state fatte da Stati Uniti e Israele, su questo Harhoff non ha alcun dubbio. Anzi nella missiva il giudica ha anche specificato che: “l’opinione pubblica non saprà mai dei sospetti circolanti al Tpi sulle presunte sollecitazioni per la liberazione dei due ex alti ufficiali esercitate da parte del giudice americano Theodor Meron, presidente del Tpi. Meron che, nel caso di Gotovina, avrebbe saputo ‘‘persuadere all’ultimo minuto l’anziano giudice turco (Mehmet Guney, nda) a cambiare opinione’’ sulla colpevolezza di Gotovina, sovvertendo così la sentenza. Insomma il precedente perfetto per condizionare futuri processi a alti leader militari americani e israeliani che potranno così tirare un sospiro di sollievo’’. Harhoff, infine, ha criticato anche le ‘‘presunte pressioni di Meron sul giudice Alphons Orie in relazione alla recente sentenza di assoluzione’’ che ha rimesso in libertà due alti papaveri dei servizi di sicurezza serbi, Jovica Stanisic e Franko Simatovic, sospettati di aver coordinato e coadiuvato l’azione dei paramilitari di Belgrado in Croazia e in Bosnia. Per Harhoff, il mutamento di rotta del Tpi sarebbe avvenuto nel 2012 ‘‘stravolgendo la consuetudine di considerare i comandanti militari in servizio al tempo della guerra nell’ex Jugoslavia responsabili dei crimini di guerra compiuti dai loro sottoposti’’.La gestione del Tribunale Penale Internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia all’Aja conferma in questo modo tutti i suoi vizi di origine che lo hanno reso scarsamente credibile in questi anni. Un tribunale che ha agito in modo unilaterale assecondando in tutto e per tutto la volontà degli Usa e delle potenze Nato che smembrarono e bombardarono la Jugoslavia tra il 1993 e il 1999.

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