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giovedì , 14 dicembre 2017
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Ombre nere su Budapest

Le elezioni ungheresi fotografano la vittoria del partito di destra Fidesz di Viktor Orban con il 48% contro il 27% del centrosinistra di Alleanza Democratica. Vola l’estrema destra del Jobbik al 18%, partito neofascista e antisemita già gemellato con Alba Dorata. E ora a Budapest la paura è quella di un’avanza del neonazismo.

Se qualcuno avesse avuto dubbi sul fatto che il neonazismo e l’estrema destra stessero riacquistando terreno in Europa, purtroppo l’Ungheria dissiperà ogni titubanza. Alla fine ha vinto Orban, nessuna sorpresa dal momento che il suo partito, il Fidesz, è largamente il primo del Paese. L’Alleanza Democratica di centrosinistra non poteva vincere, e con il suo 27% non può impensierire Orban , forte del suo 48%; anzi, ora l’Ungheria intravede un altro spettro, quello del neonazismo di Jobbik, che con il suo 18% si è laureato come terza forza politica dell’Ungheria. Jobbik è un partito estremista e neonazista, ma quando anni fa si faceva notare il suo avvento con preoccupazione, nessuno in Occidente ha preso sul serio questi moniti. Ora il Jobbik, partito gemellato con l’omologo ellenico di Alba Dorata, avanza e intercetta molti voti di elettori delusi da Orban e che ora vorrebbero imprimere una svolta nazionalistica più radicale ed estremista. Molti dei leader del Jobbik del resto provengono da costole del Fidesz, partito che si è pian piano moderato dopo aver preso le redini del Paese. I membri di Jobbik fanno aperti appelli alla lotta armata e hanno già creato anche un vero e proprio gruppo paramilitare, la Guardia Ungherese, al momento non contrastato in alcun modo dalle autorità. Jobbik accusa apertamente ebrei, omosessuali e comunisti di essere i “nemici della patria”, un delirio che abbiamo già sentito nel Terzo Reich e nelle barricate di piazza Maidan in Ucraina. Già in passato volontari dello Jobbik si sono segnalati per violenze e ronde contro stranieri e rom, poi la magistratura magiara ha dichiarato le ronde fuorilegge ma i neonazisti hanno ricreato le ronde con un nome simile, così i pogrom e le violenze sono sempre dietro l’angolo. Non solo, Jobbik ha anche mire espansionistiche nei confronti dell’Ucraina, rivendicando il ritorno all’Ungheria della regione Subcarpatica dove vivono attualmente 170.000 ungheresi. Tutto questo per non parlare dell’antisemitismo, ma evidentemente il fascismo non è un problema di stretta attualità per l’Unione Europea.

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