Ombre sul "putsh" Kiev, ormai a un passo dal defaultTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Ombre sul “putsh” Kiev, ormai a un passo dal default

Mentre in Crimea la comunità russa scende in piazza chiedendo l’annessione alla Russia, Kiev è in difficoltà economica seria e rischia il default. In tutto questo pesa come un macigno l’intercettazione della Ashton che accusa i leader di piazza Maidan di aver assoldato i cecchini. 

Sembra quasi un dettaglio, ma non lo è. La “rivoluzione” di Kiev è stata fatta accettare all’opinione pubblica mondiale sulla base che il presidente Yanukovich avrebbe ordinato a cecchini governativi di seminare morte tra i manifestanti. Peccato che nelle ultime ore stia girando una intercettazione (GUARDALA QUI) tra la commissaria europea Catherine Ashton e il ministro degli Esteri estone nella quale verrebbe sostanzialmente sostenuto che sarebbero stati gli stessi manifestanti di Maidan ad assoldare i cecchini che hanno infatti sparato sia su agenti di sicurezza sia su civili uccidendo quasi cento persone. La telefonata era autentica ed è stata diffusa dai servizi ucraini ancora fedeli a Yanukovich, che, ricordiamolo, se tutto ciò venisse confermato, sarebbe in sostanza ancora il presidente legittimo di Kiev. La stampa occidentale prova a occultare la notizia, ma pian piano inizia a trapelare, anche perchè il ministro degli Esteri russo, Lavrov, avrebbe cominciato a fare domande scomode ai suoi omologhi europei proprio su questa telefonata. Intanto in Ucraina la situazione continua a rimanere tesa, con il governo di Kiev incapace di gestire la situazione e con bande paramilitari armate che continuano a tenere le strade della Capitale. Viceversa nell’Ucraina orientale, in quel di Donetsk, i filorussi hanno rioccupato la sede del governo, mentre a Yalta, in Crimea, un gruppo di manifestanti filorussi avrebbe rapito il generale ucraino Mikhail Koval. Il rischio vero per Kiev però è quello del default economico, ecco perchè il presidente ad interim Yatseniuk è volato in quel di Bruxelles per chiedere soldi e proporre probabilmente un decentramento del potere. Non basta quindi il miliardo di dollari regalato dagli amici americani, serve un accordo sui 15 miliardi di dollari promessi dall’Ue e condizionati all’accordo con il Fmi. 

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top