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mercoledì , 18 gennaio 2017
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Onu. Il crimine mondiale, un business da 710 miliardi l’anno

Quanto vale il malaffare a livello mondiale? Secondo l’Onu più di 710 miliardi di euro, ovvero 870 miliardi di dollari. Si parla di una cifra vicino all’1,5% del Pil mondiale, e del 7% d scambio globale di merci. 

Il business dell’illegalità mondiale tira, eccome. Si parla di un business di oltre 710 miliardi di euro, una cifra altissima corrispondente, nel 2009, a circa l’1,5% del Pil mondiale. Per non parlare dei traffici illeciti, in costante aumento, che rappresentano invece secondo un rapporto dell’Onu qualcosa come il 7% dello scambio globale di merci. “Il crimine organizzato transnazionale raggiunge ogni regione e ogni Paese in tutto il mondo”: parola di  Yury Fedotov, direttore esecutivo dell’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime) durante il lancio della nuova campagna Onu di sensibilizzazione contro la criminalità organizzata. Solo per far capire ai lettori le cifre di cui stiamo parlando, le cifre del malaffare avrebbero ormai superato di sei volte la spesa per gli aiuti allo sviluppo in tutto il mondo. Si tratta di un crimine composto da “reti fluide” i cui profitti possono minare lo sviluppo sociale, culturale, politico ed economico di un Paese. Il fiore all’occhiello del traffico illegale continua a essere la droga, un business da oltre 265 miliardi di euro all’anno, con i mercati di cocaina e oppiacei che nel 2009 hanno fruttato rispettivamente 69 miliardi e 55 miliardi. Solo nel 2012, consultando l’ultimo rapporto dell’agenzia sulle droghe, qualcosa come il 5% della popolazione mondiale tra i 15 e i 64 anni avrebbe fatto uso di sostanze illecite, circa 230 milioni di persone.L’anno scorso la produzione globale di oppio ha raggiunto le 7mila tonnellate, in aumento rispetto ai dodici mesi precedenti, quando invece il segno fu un meno. L’Afghanistan si è affermato al primo posto con un incremento del 61% passando dalle 3.600 tonnellate del 2010 a 5.800. I prezzi elevati hanno inoltre reso l’oppio un coltura appetibile anche per il Sudest asiatico dove i campi di papavero si estendono per 48mila ettari (+16 per cento). Stranamente invece si è registrato un calo costante della produzione di cocaina nel periodo tra il 2007 e il 2010. Il mercato principale della cocaina continuano a essere gli Stati Uniti e l’Europa, anche se il consumo della droga è in netto aumento anche in Australia e Sudamerica. Preoccupante anche la diffusione di droghe sintetiche, con i sequestri di metanfetamine che negli ultimi due anni sono più che raddoppiati passando da 21 a 45 tonnellate. Ma la droga non è che una parte consistente dei traffici illeciti. Ogni anno infatti qualcosa come 1,5 milioni di persone sono vittime di furto d’identità, un business in costante crescita e molto remunerativo. Non va trascurato anche il business delle armi, che vale qualcosa come 205 milardi di euro all’anno, ed è invece in netto aumento. Per non parlare di avorio, corni di rinoceronte, tigri e altri animali pregiati e protetti che portano nelle tasche di bracconieri e contrabbandieri qualcosa come 49 milioni di euro all’anno. La contraffazione poi,  sembra essere il vero “fiore all’occhiello” secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo,  e frutta ai criminali 205 miliardi di euro. Le conseguenze sono prevedibili e riassumibili in più tasse, per recuperare quelle evase dal mercato nero, più soldi spesi per prevenire il fenomeno e infine, meno posti di lavoro regolari. Vi è poi il problema dei costi sociali e sanitari legati alla diffusione indiscriminata di  medicinali contraffatti, che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità rappresentano circa l’1% del mercato globale e il 30% di quello asiatico, africano e dell’America Latina. La contraffazione poi riguarda sempre di più anche i prodotti alimentari, basti pensare che circa il 10% dei prodotti alimentari venduti in Gran Bretagna sarebbe adulterato secondo la  British Food Standards Agency.Infine, ultima ma non ultima, c’è da citare la tratta degli esseri umani. Si parla di circa 24 milioni di persone sfruttate per prostituzione, per lavori forzati o come soldati. I profitti per i trafficanti sono pari a 26 miliardi di euro di cui 3 miliardi nella sola Europa. Un quadro per certi versi inquietante che si lega a doppio filo con la crisi economica che ha travolto il Paese.

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