Onu promette sanzioni a chi fa affari con l'IsisTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Onu promette sanzioni a chi fa affari con l’Isis

Con una risoluzione approvata all’unanimità il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha dato l’ok al documento Usa-Russia che dovrebbe tagliare i fondi riservati allo Stato Islamico. Si tratta quindi di una stretta su chi fa affari con il Califfo o di semplice propaganda? 

Passi avanti verso la lotta al Califfo? Troppo presto per dirlo anche se la risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul documento prodotto da Usa e Russia circa la lotta ai finanziamenti del terrorismo potrebbe davvero rappresentare una autentica svolta. Risoluzione alla mano dovrebbero finalmente rafforzarsi le sanzioni contro quei paesi che continuano a fare affari con il Daesh, anche se chiaramente ci vorrà del tempo per verificare quanto tale risoluzione sarà effettivamente incisiva sul terreno. Un documento, quello elaborato da Usa e Russia, preparato proprio per colpire le finanze del Califfato, che sin qui a dispetto delle dichiarazioni di propaganda continuano a essere floride. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha detto apertamente che i terroristi  dell’Isis stanno continuando a diversificare le proprie fonti di finanziamento, e di conseguenza la comunità internazionale è chiamata a correre ai ripari.

Il testo approvato invita tutti i Paesi membri a dichiarare in modo puntuale  e preciso quali misure stanno adottando per impedire al terrorismo di metter le mani su grandi quantità di denaro. Il timore è che i terroristi del Daesh possano utilizzare le banche internazionali e anche per questo motivo Mosca e Washington hanno deciso di cooperare. La risoluzione comunque parla di misure restrittive imposte dalle Nazioni Unite per “ogni individuo, gruppo, impresa o entità che fornisce sostegno all’Isis o ad al Qaida“.Per la verità esistevano già alcune misure restrittive nei confronti del terrorismo ma evidentemente negli ultimi anni sono state abbondantemente ignorate. Da questo momento in poi gli Stati membri saranno comunque chiamati a condividere le proprie informazioni sui gruppi terroristici, ed entro quattro mesi dovranno inviare una relazione scritta circa le misure adottate. Il problema è che a parlare di limitare gli introiti del Califfo sono proprio quegli stessi che chiudono entrambi gli occhi circa le collusioni sospette tra alcuni paesi e lo stesso Isis, basti pensare alle accuse lanciate dal Cremlino alla Turchia di incassare milioni con il traffico di petrolio con il Daesh lungo il confine turco-siriano.

@Photo Credit https://commons.wikimedia.org/wiki/File:United_Nations_Security_Council.jpg

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