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domenica , 26 marzo 2017
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Operai sconfiggono Marchionne.

Notizie apparse solo su qualche quotidiano locale napoletano…com’era da attendersi…poche righe per raccontarci che tre operai dell’ ex Alfa sud di Pomigliano, ora Nuova fabbrica Italia del “grande” manager Marchionne, hanno stravinto la loro lunga battaglia legale…la Fiat dovrà risarcirli del danno procuratogli per il mancato reintegro.

Tratto da “Il Pasquino”

Rosario Monda ha ricevuto la somma di 52.000 euro, tramite un sequestro sui conti correnti della fabbrica del manager canadese, per le differenze retributive relative al periodo dell’ingiusto licenziamento; per Francesco Manna è stata avviata analoga procedura per una somma pari a 77.000 euro; ben 250.000 euro pignorati al Lingotto per Pasquale Russo, licenziato nel 2004 e reintegrato dal giudice del lavoro nel 2010 !
Tre operai, tre iscritti al sindacato Slai cobas…tre storie sconosciute di un nutrito gruppo di operai che continua a battersi per la rivendicazione di quei diritti sindacali ed economici che “sinistra” politica e sindacati hanno cancellato con le loro leggi e i loro accordi. Non è un caso, difatti, che nessun iscritto a questo sindacato, al pari di quelli della Fiom, sia stato fatto rientrare negli stabilimenti…ma questo alla stampa non piace…non piace raccontare di quelle realtà sindacali che non corrono nei binari che la triplice ha da sempre indicato e tracciato.
E’ la concertazione, la madre di tutte le sconfitte operaie di questo trentennio infame, che va salvaguardata…chi è troppo “conflittuale”, chi ritiene che i diritti siano valori inalienabili ed intoccabili…va cancellato…da ogni notizia, da ogni pagina…anche da quelle del famoso giornale “comunista”…Il Manifesto…su cui gli operai iscritti allo Slai cobas hanno potuto veder pubblicato qualcosa solo a pagamento!
C’è chi però della “vetrina” mediatica se ne frega alla grande e la sua battaglia la combatte sul campo, tra la gente, tra gli operai, rischiando anche di persona…E’ la storia di tutti i militanti dello Slai cobas…operai ed impiegati, precari e disoccupati…che dedicano le loro ore di tempo libero a lottare per i propri ed altrui diritti…che non hanno stipendi da funzionari…perché nello Slai cobas non esistono dirigenti né funzionari…che non siedono ai tavoli per raggiungere accordi a perdere né per ottenere favori personali in cambio di una firma…che non vanno nelle piazze per farsi intervistare o a lanciare proclami di guerre che mai combatteranno. Chi lavora sotto una catena di montaggio, chi lavora in un lager “legalizzato”, com’ è la fabbrica Fiat, chi lavora da precario o è stato licenziato da aziende truffatrici sa cosa significa dignità e libertà…sa che la dignità non ha nulla a che vedere con la produttività né con il mercato…sa che quella dignità la deve portare a casa e deve insegnarla ai propri figli…e per questo sa che la libertà non è in vendita !

di Stefano Federici per Il Pasquino

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