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lunedì , 23 ottobre 2017
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Ora é illegale anche la pirateria delle news

Bloccati dalla Guardia di Finanza 13 portali che spacciavano download di giornali e riviste gratis. Dopo video e musica anche l’editoria diventa pirata.

Fonte: Oltremedianews

Esistono dei portali che consentono di scaricare le riviste e i quotidiani senza pagarli. Molti giornali offrono per la versione web o smartphone dei contenuti accessibili; lo fa la Repubblica come il Times. Ma non basta, il lettore del 2013 vuole molto di piú. Vuole intere inchieste in pdf, vuole rubriche personalizzate alle sue esigenze, il tutto senza spendere e possibilmente senza compiere troppi click. Altrimenti se lo comprerebbe in edicola il giornale.E’ stata l’operazione «Free Magazines» del Nucleo speciale Frodi tecnologiche in collaborazione con la Fieg - Federazione italiana editori giornali a fermare questa prima ondata pirata. Il grande problema che creano questi sistemi é la loro uscita anche in concomitanza con la distribuzione nelle edicole, in violazione del diritto d’autore . 

I siti web, tutti allocati su server esteri, erano destinatari di milioni di contatti ed utilizzavano i contenuti delle case editrici, indebitamente ottenuti, creando maxi edicole digitali, dalla cui visione acquisivano illeciti ingenti guadagni sfruttando i sistemi pubblicitari cosiddetti «pay per click», ovvero attraverso banner e pop-up. La struttura di queste edicole era talmente ben congegnata che consentiva, addirittura con motori di ricerca interni, di trovare più facilmente i contenuti illeciti.

I gestori dei siti, sfruttando sofisticati sistemi di anonimizzazione ed allocando le risorse su piattaforme sparse in tutto il mondo, davano vita a library infinite che le redazioni vere e proprie si sognano o non possono permettersi.

Pura illegalitá o possibilitá? Una ricerca compiuta da Mediastudies (azienda che monitora cambiamenti e innovazioni nel mondo dei media e in particolare del cinema) espone come le stesse persone che scaricano video in streaming, quindi illegalmente, siano le stesse che spendono piú soldi in un anno per i biglietti nelle sale cinematografiche. Questa ricerca reperibile su internet ha tracciato l’identikit dello “scaricatore” doc. Tra i 18 e i 35 anni e interessatissimo al campo dal quale sta prendendo materiale in streaming. Egli é potenzialmente il maggior consumatore di precisione.

Va forse almeno rivisitata la gogna della pirateria, soprattutto ora che l’editoria tradizionale sta attraversando una profonda crisi?

Veronica Di Benedetto Montaccini

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