Ora la Sinistra Italiana sale sul carro di #PodemosTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Ora la Sinistra Italiana sale sul carro di #Podemos

C’è una certa parte politica che ogni qual volta un partito di sinistra (o sedicente tale) ottiene un successo elettorale in altri paesi d’Europa esorta a prendere spunto e a imitare. Così quando vinse Hollande erano tutti entusiasti e proponevano di “fare come in Francia”, salvo poi pentirsene e dichiararsi “tutti greci” ai tempi delle elezioni elleniche e oggi tutti “spagnoli”. Insomma sembra che l’agenda della sinistra “italiana” venga decisa più dall’attenzione dei media che da un effettivo confronto con le parti sociali di riferimento. 

Quando trionfò Hollande nelle elezioni di Francia del 2012 in tanti, anche in Italia, avevano esultato cominciando ad elogiare il fantastico popolo francese. A detta loro i francesi erano un popolo a cui guardare con ammirazione che poteva rappresentare un modello, salvo poi venire puntualmente smentiti dai fatti, fino al recente successo sfiorato della Le Pen e dell’estrema destra del Front National. Ci hanno riprovato in Grecia, divenendo tutti greci per qualche mese, quando a tenere banco nelle pagine dei quotidiani era il volto fresco e determinato di quell’ Alexis Tsipras passato dal referendum sulla Troika ad accettare ogni condizione. Syriza è divenuta per diversi mesi la piattaforma da imitare anche in Italia, ennesimo emblema della scarsa considerazione di se stessa da parte di una sinistra italiana incapace ormai di proporre qualsivoglia percorso politico, incapace anche solo di credere in se stessa e nelle proprie idee. Non sorprende dunque che quegli stessi che erano “tutti francesi”  e  ”tutti greci”, oggi si dichiarino senza alcun problema tutti “spagnoli”, esaltati dal successo di Podemos, nuovo partito spagnolo nato sull’onda degli indignados che sulla carta dovrebbe rappresentare una risposta da sinistra alla crisi di fiducia dei partiti tradizionali.

Podemos è un partito leggero e in molti hanno criticato l’eccessiva personalizzazione degli ultimi tempi subita dal partito, forse un vulnus inevitabile vista la piega presa dalla politica iberica. Pablo Iglesias, in modo molto simile al Movimento Cinque Stelle, è stato eletto segretario generale del partito sulla base di un voto online, e i membri di Podemos sembrano in qualche modo aver abbracciato la retorica del post-ideologismo tanto cara a movimenti come quello di Grillo in Italia. Insomma Podemos sembra essere un partito “pigliatutto” ovvero un contenitore che serve a intercettare i consensi in una società mutata e differente da quella di qualche anno fa. Non sembra essere un partito che vuole cambiare la società, semmai sembra intenzionato a cavalcare l’onda, sfruttando valori e modi di pensare che scorrono sottotraccia grazie ai media, alla cultura del consumismo, etc. Di questo non si può certo fare una colpa a Podemos, semmai si potrebbe accusare i sinistrorsi di casa nostra di guardare ora a questo ora a quel riferimento senza avere una qualsivoglia identità da preservare, come se fosse ormai del tutto accettato il concetto secondo cui la sinistra italiana sia morta e non abbia più niente da dire al Paese e alla storia.

Così questi tristi figuri continueranno ad esaltarsi per ogni movimento che vedranno all’estero, proponendosi di salire di volta in volta sul carro del vincitore, completamente sicuri di non poter avere più nulla da dire, da soli, al loro paese. Sembra quasi che si tratti di persone intimamente convinte della marginalità della sinistra, che abbiano interiorizzato la vocazione minoritaria e che come tali agiscano unicamente per provare a sfruttare l’eco che i media concedono alla sinistra europea. Lo stesso Che Guevara in tempi non sospetti disse che le rivoluzioni non si possono esportare ma nascono in seno ai popoli, qua non si parla nemmeno di rivoluzioni ma di movimenti politici e sociali, e sembra che i “sinistri” di casa nostra non abbiano imparato alcuna lezione. Ormai completamente subalterni al potere dominante rincorrono quelli che sono i temi che ottengono spazio nel circuito mediatico, senza porsi come obiettivo quello di rivoluzionare l’esistente mettendo in discussione proprio il sistema mediatico e i valori da esso veicolato. Una sinistra spuntata che si preoccupa solo di organizzare le cose con un pò più di etica rispetto alla destra ma che, nella sostanza, non mette in discussione l’equazione: Occidente=Mondo Libero.

Gracchus Babeuf

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