Ora possiamo dirlo? Il capitalismo ha fallitoTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Ora possiamo dirlo? Il capitalismo ha fallito

“Tutto quello che temevamo di subire dal comunismo, che avremmo perso la nostra casa, i nostri risparmi, che saremmo stati costretti a lavorare per salari da fame, senza nessuna voce in capitolo all’ interno del sistema,  è diventato realtà col capitalismo” Jeff Sparrow

Ricordate negli anni Ottanta quello che si diceva in piena Guerra Fredda? Reagan arrivava a definire l’Unione Sovietica come l’Impero del Male e di fronte al fiorire del benessere degli anni Ottanta in Europa e quindi nel blocco che possiamo chiamare “occidentale” in tanti hanno finito per credere davvero all’ inevitabilità del capitalismo e al fallimento del socialismo reale. In molti nel 1989 hanno quindi esultato plaudendo alla fine di un’era, facendosi sedurre dalla vulgata secondo cui il mondo sarebbe diventato unipolare e quindi più pacifico. Secondo loro senza la contrapposizione con l’ “impero del male” tutti i cittadini avrebbero inevitabilmente goduto di diritti, benessere, beni di consumo e libertà. Costoro, senza accorgersene, guardavano già al mondo con le lenti distorcenti dell’ideologia in quanto, accecati, sono arrivati realmente a credere che fosse l’esistenza stessa del socialismo reale un ostacolo alla “libertà”. Del resto il fatto che il capitalismo vedesse nel socialismo l’unico nemico lo si può facilmente verificare constatando come il cosiddetto “mondo libero” per tutto il XX secolo abbia appoggiato senza riserve tutti i governi più colonialisti e reazionari in chiave antisovietica. Evidentemente il capitalismo non riteneva come un possibile “competitor” l’estremismo religioso che ha invece sobillato in Afghanistan contro il comunismo e che si sarebbe poi vent’anni dopo ritorto contro la mano del padrone.

Quando però si attaccava il socialismo reale in Europa e in Italia si assisteva forse all’apice della società del benessere, ed è forse proprio per questo che tutto è avvenuto così velocemente, anche perchè difendere il comunismo sovietico era divenuto quasi impossibile vista la mutazione interna subita dallo stesso Pci. All’epoca in effetti forse in pochi potevano immaginare quello che sarebbe successo dopo, ovvero che senza un modello di società alternativo il capitalismo al posto di rinnovarsi continuamente si sarebbe sclerotizzato, mostrando il suo vero volto predatorio. Detto in altre parole fin quando esisteva il comunismo l’Occidente doveva giocoforza cercare di migliorare se stesso per evitare che la popolazione guardasse con rinnovata speranza a Mosca, e questo ha consentito di migliorare notevolmente diritti, stipendi e vite di lavoratori ed emarginati. Non solo, in quegli anni anche i settori pubblici funzionavano, non a caso per qualche anno l’istruzione è divenuta davvero di massa, così come l’accesso ai sistemi sanitari.

Oggi che quel sistema alternativo è morto e sepolto tutte queste conquiste si sciolgono come neve al sole e la vera natura di questo sistema economico si mostra senza più fraintendimenti. Ci si accorge che questo sistema che intellettuali e think thank hanno chiamato “mondo libero” in realtà non prevede alcun diritto per l’individuo che vale meno dei profitti e dei conti economici di una azienda. Ci si accorge che qualsiasi materia umana che non sia produttiva (inteso come produzione di profitto) venga scaricata come inutile orpello, dalla filosofia alla storia fino alle materie umanistiche. Ci si accorge che anche il diritto all’istruzione diventa un mero orpello in quanto “con la cultura non si mangia”. Ecco quindi che quella capitalistica, non potendo più usare la realtà per creare consenso in quanto la realtà lo condanna, è diventata propriamente una vera e propria ideologia fideistica che chiede quindi di essere creduta per fede in quanto non ha alcun ancoraggio con la realtà.

Cosi finalmente dopo anni si rovescia l’assunto: il comunismo torna ad essere “analisi” della realtà e il risultato di un approccio scientifico all’agire umano, non a caso si propone di migliorare la società proponendo una coooperazione tra uomini razionale e per il bene comune. mentre il capitalismo diventa una sorta di “utopia” vera e propria, ovvero una credenza che la libertà senza vincoli porti al benessere, credenza peraltro contraddetta dalla realtà. In poche epoche umane l’umanità è peggiorata in modo vorticoso come dal 1990 a oggi,  e la colpa questa volta è tutta di chi ha ereditato quel mondo, ovvero quegli stessi “campioni del mondo libero” che, tornando alla citazione iniziale, spaventavano le masse su quello a cui avrebbe condotto il comunismo, ovvero assenza di libertà, lavoro malpagato, perdita della casa. Tutto quello che sta accadendo oggi, sotto i nostri occhi.

Dc

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