Ordine Pubblico. I media "tifano rivolta" per distrarre tuttiTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Ordine Pubblico. I media “tifano rivolta” per distrarre tutti

Siamo alle solite, i media bombardano alla vigilia della mobilitazione del 19 ottobre con notizie allarmati di fermi, black block e il solito corollario di ansie e tensioni. Sembra quasi che qualcuno voglia o speri che ci siano scontri in modo così da screditare la protesta “di per sè”. 

Alla vigilia della mobilitazione generale del 19 ottobre a Roma i media hanno già cominciato il loro teatrino dando fiato alle trombe della paura e della tensione. Come ogni volta, notizie di fermi di black block, del ritrovamento di bastoni e tirapugni, vengono messe misteriosamente in prima pagina, mentre le storie di ordinaria violenza squadrista che arrivano giornalmente da tutta Italia o dagli stadi vengono ignorate perchè ormai normalità. Innanzitutto li chiamano “antagonisti”, come se i ragazzi che domani affolleranno le strade di Roma siano unicamente dei teppisti che vanno contro qualcosa, l’ennesima disinformazione che non rende giustizia alla verità. I media creano etichette all’interno delle quali catalogare le persone, in questo modo però semplificano e distorcono la complessità della realtà. Così una notizia banale, come il fermo di cinque cittadini francesi tra i 40 e i 20 anni con precedenti per turbative dell’ordine pubblico diventa una notizia da prima pagina, così come il ritrovamento di un “furgone sospetto in viale Regina Elena con a bordo manganelli, biglie e un martello frangivetro e altro materiale, tutto sequestrato“. Ma dove si trova “La Repubblica” le domeniche di serie A? Sembra quasi che si voglia alimentare un clima pesante da guerriglia urbana, un clima di tensione tale da fare autoavverare le previsioni di violenza. Sfogliando i titoli dei principali quotidiani infatti è tutto un “Allerta”, “tensione”, “pericolo”, ed è chiaro che utilizzare questi toni non potrà fare che aumentare la possibilità che le violenze si verifichino. Ed è fin troppo facile capirne il motivo, creare un contesto identificabile con “violenti e antagonisti” all’interno del quale inserire anche lotte legittime e non violente di per sè come il No Muos, il No Tav e i Movimenti per il diritto all’abitare. Il tentativo dei media è quello di mettere tutti nella stessa barca, così alla prima macchina incendiata tutti potranno additare ogni singolo movimento, screditandolo e accusandolo di violenza e teppismo. Gli stessi media poi che accettano slogan terribili da parte di movimenti di estrema destra senza nemmeno commentarli, sezionano ai raggi X invece le parole d’ordine della manifestazione di domani, accusando  i manifestanti preventivamente di voler sfidare le istituzioni e la legge. Così, puntando la lente di ingrandimento sulla paura dei negozianti, dei prefetti, della polizia, si finisce per ignorare e far passare sotto traccia i veri temi sollevati dalla manifestazione, che sono temi che il mainstream vuole appunto silenziare perchè vuole che restino esclusi dall’agone politico.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/alandenney/6314865571/”>Alan Denney</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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