Palestina. E' il giorno del "sì" al riconoscimento all'Onu come "Stato osservatore" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Palestina. E’ il giorno del “sì” al riconoscimento all’Onu come “Stato osservatore”

Storica giornata oggi per la Palestina con anche l’Italia che ha deciso di voler votare a favore del riconoscimento dello status di “Stato non membro” della Palestina presso l’Onu. 

Lo aveva annunciato ieri sera Bersani nel confronto politico sulle primarie con Renzi, è stato confermato oggi da un’anticipazione dell’Ansa. L’Italia voterà a favore del riconoscimento dello Status di Stato non membro della Palestina presso l’Onu. Come prevedibile però è arrivato il chiarimento dello stesso Monti, che ha chiamato direttamente Netanyahu al telefono per rassicurarlo: “La decisione dell’Italia di sostenere la richiesta palestinese all’Onu “non implica nessun allontanamento dalla forte e tradizionale amicizia nei confronti di Israele”. Inutile dire che Israele si oppone a tale risoluzione, con il premier Netanyahu che ha detto di credere che tale voto non avvicinerà in nessun modo la costituzione di uno Stato palestinese.  Ad astenersi sarà la Germania, come confermato dal ministro degli Esteri Guido Westerwelle:”Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza. La Germania condivide l’obiettivo di uno stato palestinese. Abbiamo promosso il raggiungimento di questo traguardo in tanti modi, ma i passi decisivi verso la costituzione di uno stato possono essere solo il risultato di negoziati tra israeliani e palestinesi“, ha spiegato il ministro degli Esteri tedesco in un comunicato.

Dopo tanta sofferenza, le bombe e i bambini massacrati, i palestinesi finalmente si accingono a vivere una giornata da protagonisti nella storia. Accadrà a New York dove la maggioranza dei paesi mondiali diranno di sì alla proposta di votare la Palestina come Stato osservatore. Certo, in molti non si illudono, non s tratterà che di un riconoscimento simbolico, tuttavia anche solo una conquista simbolica può significare molto per un popolo sofferente come quello palestinese. Si tratta inoltre della vittoria di Abu  Mazen, che potrà quindi rafforzare il ruolo dell’Anp all’interno del contesto palestinese.

Inutile dire che l’unico paese di rilievo che si è allineato sulle oltranziste posizioni israeliane sono gli Stati Uniti che, per bocca della portavce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, ha commentato la scelta di votare la Palestina ome un errore che  alla fine non farà altro che rallentare il processo di pace. Divisa l’Europa con Francia, Italia, Spagna e Russia che appoggeranno la scelta palestinese, anche se l’Italia all’ultimo potrebbe scegliere di astenersi. Il Regno Unito invece ha annunciato che Londra si asterrà se non verranno accolte  alcune condizioni, tra cui quella di rinunciare a ricorrere alla Corte Penale Internazionale (Cpi) contro Israele. Perché diventando Stato osservatore dell’Onu per i rappresentanti palestinesi si apriranno le porte di trattati e organizzazioni internazionali, tra cui appunto la Cpi. Dal momento che i palestinesi, comprensibilmente, non vogliono rinunciare a tale prerogativa, probabile che Londra si asterrà.

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