Panama nel caos. Saccheggi e violenze, 200 arresti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Panama nel caos. Saccheggi e violenze, 200 arresti

A Panama centinaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro la decisione del governo di vendere le terre statali della città di Colon. Duri gli scontri con la polizia che hanno arrestato oltre 200 persone.

Da quando il governo di Panama ha deciso di vendere i territori statali esenti da tasse della città di Colon, il piccolo paese centramericano si è subito infiammato per via delle proteste dei cittadini. Il governo dopo violenze e saccheggi ha subito promesso di voler tornar indietro e di annullare il provvedimento, ma nelle ultime ore i manifestanti sono tornati per le strade mettendo la città a ferro e fuoco. Il governo di Panama aveva annunciato, dopo un lungo dibattito parlamentare, che avrebbe annullato la legge passata una settimana fa che permetteva allo Stato di vendere terreni. Il presidente Ricardo Martinelli ha confermato la decisione via Twitter, annunciando che il governo avrebbe annullato la legge per riportare pace e tranquillità. I manifestanti però hanno deciso di scendere in piazza e molti di loro sono passati ai fatti attaccando la polizia con rocce e bastoni sia  a Panama City, si a Colon. Centinaia di manifestanti hanno preso d’assalto negozi e centri commerciali saccheggiandoli. A quel punto è intervenuta la polizia in antisommossa che ha utilizzato gas lacrimogeni e ha arrestato oltre 200 persone. Almeno 11 i feriti ricoverati in ospedale. Tutto questo è accaduto nemmeno una settimana dopo  che altre 250 persone erano state arrestate in quel di Colon a seguito delle violenze che avevano provocato la morte di tre persone, tra le quali un bimbo di nove anni. La popolazione è infuriata in quanto chiede che al posto che vendere terre, il governo dovrebbe alzare gli affitti e reinvestire i proventi nella città di Colon. La zona duty-free di colon è la casa di oltre 2000 compagnie che ora affittano la proprietà e danno lavoro a 30.000 persone. Il governo sperava che la cessione dei terreni avrebbe reso 2 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni.

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