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venerdì , 20 ottobre 2017
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Panama. Rivolta contro le privatizzazioni, un morto

Il governo conservatore di Panama ha deciso di svendere letteralmente ai privati tutta la zona “Tax Free” di Colon, scatenando così la rivolta popolare. La polizia è stata costretta ad aprire il fuoco sui manifestanti, uccidendo un bimbo di 9 anni.

Quasi mai nessuno parla di Pànama, era dai tempi di Noriega e dell’intervento americano su Panama City che il piccolo paese centramericano non finiva sulle prime pagine dei giornali. Ora però la decisione del governo di destra al potere di svendere, letteralmente, le terre all’interno della zona libera da tassazione di Colòn, ha scatenato un autentica rivolta popolare che ha provocato un morto, un bimbo di nove anni, e un numero imprecisato di feriti. Il tutto è avvenuto venerdì, quando la popolazione ha lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e con spari di armi da fuoco. Al termine di una intera giornata di barricate e scontri il bilancio era di circa 80 arrestati. Secondo le prime ricostruzioni il bambino colpito sarebbe morto a seguito di un proiettile vagante. La situazione comunque era per certi versi drammatica dal momento che bande di cittadini inferociti ha saccheggiato grandi catene commerciali e ha incendiato i bancomat del centro, questo mentre un corteo di migliaia di panamensi marciava nel centro di Colòn erigendo barricate con pneumatici incendiati. Il coprifuoco imposto dalle autorità non è servito a placare gli animi di una popolazione esasperata, e gli scontri sono continuati per tutta la notte.

A scatenare la rabbia la legge promulgata dal presidente della Repubblica di Panama, Ricardo Martinelli, che autorizza lo stato a vendere terreni all’interno della cosiddetta Zona Libera di Colòn, una zona ‘tax free’ creata nel 1948 per sfruttare l’enclave del canale che divide in due l’istmo. Migliaia di compagnie e aziende di tutto il pianeta hanno nel frattempo basato in questa enclave le loro attività e ora altre ne potranno arrivare in seguito alla liberalizzazione decisa da Marinelli. In realtà fino a questo momento le imprese straniere presenti a Colòn portavano nelle casse panamemensi qualcosa come 33 milioni di dollari all’anno. Ora con questa controversa decisione, il governo di destra svenderà tutti i terreni considerati bene comune, rinunciando de facto a controllare gli introiti sull’area. Da parte sua Martinelli ha denunciato ‘la strumentalizzazione politica’ delle proteste ed ha accusato un cittadino panamense ‘di origini palestinesi, legato alla guerriglia colombiana e al narcotraffico’ di essere il promotore dei disordini.

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