Pantelleria: ritrovamento di resti di un'imbarcazione del III secolo a. C.Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Pantelleria: ritrovamento di resti di un’imbarcazione del III secolo a. C.

Sono stati rinvenuti da un gruppo di studiosi, nelle acque di Pantelleria, reperti archeologici risalenti probabilmente al III secolo avanti Cristo.

Fonte: Oltremedia

Era il 10 marzo del 241 a. C., Lutazio Catulo, capo della spedizione romana in Sicilia, ingaggiava una violenta battaglia contro la famosa flotta punica di Amilcare, che tuttavia si trovava ad essere appesantita da merci e derrate alimentari e dunque quasi impossibilitata al combattimento.

Manco a dirlo, il romano ha la meglio: cinquanta navi cartaginesi affondano, altre vengono prese prigioniere, altre fuggono; Amilcare chiede la resa, di quella che passerà alla storia come la battaglia delle Egadi, ultimo round della prima guerra punica.

È di una di queste navi, forse, il carico scoperto a 60 metri di profondità nei fondali di Pantelleria, nella zona tra Cala Tramontana e Cala Levante: trenta ancore di piombo, quattro anfore e quattro lingotti, anch’essi di piombo. Probabilmente una nave punica ormeggiata in tutta emergenza durante la battaglia delle Egadi, si è pensato per l’analogia con altri siti simili (come Capo Grosso a Levanzo), per la disposizione delle anfore e la tipologia del giacimento archeologico.

Questa scoperta si colloca in un più grande scenario di ricerca, iniziato a metà maggio e che si concluderà il 15 luglio, condotto da un’equipe di studiosi provenienti dal dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma e del Cnr – i quali hanno realizzato una mappatura  dei fondali da 8 a 100 metri di profondità – e il Nucleo Sommozzatori della Capitaneria di Porto di Messina, oltre ad un team di altofondalisti costituito da 2 archeologi, 2 fotografi, 4 operatori tecnici e 2 assistenti di superficie.

Il progetto di ricerca, che prende avvio dal ritrovamento, nel 2011, di 3500 monete puniche nei dintorni di Cala Tramontana, ha riguardato anche il ritrovamento di un relitto a 20 metri di profondità, sempre in questa zona.

Interessante è l’iniziativa che vede i reperti allineati in un “itineriario sommerso”, corredati da cartellini esplicativi, per i subacquei che visiteranno il sito archeologico.

Giorgia Pratesi

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