Papa Francesco, perchè non li scomunichi?Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Papa Francesco, perchè non li scomunichi?

Il 1º luglio del 1949 la Congregazione del Sant’Uffizio pubblicava un decreto con il quale scomunicava l’ideologia comunista. Tale scomunica ebbe un peso importante soprattutto nelle zone rurali e meno alfabetizzate dove era più forte il controllo e l’influenza della Chiesa. Oggi Papa Francesco si scaglia contro le ingiustizie del mondo e contro i potenti che “vivono delle guerre attraverso l’industria delle armi”, ma come mai la Chiesa non risponde con una scomunica nei confronti di questi personaggi e dell’ideologia imperialista e consumista che li domina? 

La nostra è una provocazione ma nemmeno tanto. Nel 1949 la Chiesa scomunicò l’ideologia comunista sostenendo che i cristiani che professavano e difendevano la dottrina comunista si trovassero ipso facto in una situazione di scomunica. Solo nel 1983 tale scomunica venne revocata ma nel frattempo soprattutto nelle zone più arretrate dove era più forte l’influenza della Chiesa le masse vennero educate all’anticomunismo viscerale con il consenso nemmeno troppo malcelato delle istituzioni ecclesiastiche e non. Oggi i tempi sono cambiati, l’Unione Sovietica non esiste più e i comunisti come Raul Castro si incontrano amabilmente con il pontefice, al punto che potrebbe persino dirsi cominciata una “nuova era”. Di questo si potrebbe ringraziare Papa Francesco che, a differenza dei suoi predecessori, a cominciato a tirare le orecchie al capitalismo, evidenziandone le storture e soprattutto il modo cinico con il quale alimenta le ingiustizie e le sofferenze di milioni di persone. “Tante persone potenti non vogliono la pace perché vivono delle guerre attraverso l’industria delle armi”, ha denunciato di recente Papa Francesco nel corso di un incontro nell’aula Paolo VI Vaticano con i bambini della Fabbrica della Pace. “È grave  che alcuni potenti guadagnino la vita con la fabbrica delle armi. È l’industria della morte, e si guadagna perché vendono le armi ai Paesi che sono in guerra tra loro“, ha chiosato subito dopo facendo quindi un chiaro riferimento a personaggi realmente esistenti e facilmente individuabili. Bergoglio è andato persino oltre dichiarando che non esiste pace senza giustizia e che “Tutti siamo uguali, ma non ci riconoscono questa uguaglianza. Tutti abbiamo gli stessi diritti. E se in qualche parte del mondo non vediamo questa cosa vuol dire che lì c’è ingiustizia”. Insomma frasi che non ci si sarebbe mai aspettati di sentire dalla bocca di un pontefice, ancor più che Bergoglio è andato persino oltre sostenendo che la “pace non è un prodotto industriale, ma qualcosa di artigianale che si costruisce ogni giorno facendo passi in avanti perché nel mondo ci sia la giustizia,perché non ci siano bambini affamati e ammalati che non possono essere nutriti e curati”. Non solo, Bergoglio si è scagliato proprio contro questo sistema economico capitalistico, accusato di girare attorno al denaro e non alle persone. Insomma si tratta di frasi che stranamente la Chiesa non avrebbe mai pronunciato con l’Unione Sovietica ancora in piedi, e se non ci credete provate a commisurare le parole di Bergoglio con quelle pronunciate negli anni Ottanta da Papa Wojtila, e capirete a cosa alludiamo. Da buoni marxisti e comunisti noi ci dichiariamo atei, o al peggio agnostici, tuttavia abbiamo accolto sicuramente con sorpresa questo mutamento, almeno a parole, della Chiesa. Verrebbe quasi da pensare che si tratti di un “camoufage”, nel senso che si cerca di rendere la religione più vicina agli umili e più ricettiva contro le ingiustizie per evitare che i popoli inizino a organizzarsi politicamente contro di esse. E questo dubbio ci resta sullo sfondo e ci resterà fin quando Bergoglio non deciderà di passare dalle parole ai fatti. Fin quando infatti si limiterà a criticare il capitalismo e i grandi della terra a parole, senza però offrire una alternativa reale di riscatto materiale alle masse, questo dubbio si rafforzerà. Sembra quasi che dato che la vita diventerà peggiore per tutto e le ingiustizie aumenteranno, la Chiesa tenti di consolare gli umili dando loro un’ancora di salvezza, facendoli rassegnare al dolore della vita terrena in cambio del sogno della felicità ultraterrena. Se invece Bergoglio è sincero, come mai non propone la scomunica dell’ideologia capitalista e neoliberista? Come mai non esclude dal seno della Chiesa coloro i quali continuano ancora nel XXI secolo a preferire il profitto alle persone e a speculare su vite, stati, uomini, donne, anziani e bambini o coloro che usano razzismo e xenofobia per guadagnare potere ? Magari con questo semplice gesto molti che pensano di vivere nel migliore dei mondi possibili e di essere nelle mani di uomini democratici e avveduti, finalmente apriranno gli occhi.

Gracchus Babeuf

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