Paraguay. Resistere ai tempi del golpe | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Paraguay. Resistere ai tempi del golpe

A qualche giorno dal “golpe bianco” che ha rovesciato il presidente legittimo Fernando Lugo per motivi di “ordine pubblico”, approfondiamo i problemi del paese sudamericano, dove l’85% delle terre appartiene al 2% della popolazione.

Sono passati alcuni giorni da quando il presidente democraticamente e costituzionalmente eletto del Paraguay, Fernando Lugo, è stato destituito utilizzando come pretesto un oscuro episodio avvenuto a seguito dell’intervento dei militari contro un gruppo di contadini che avevano occupato le terre. In quell’occasione erano rimasti sul terreno ben venti morti tra poliziotti e contadini, e la vicenda aveva avuto una larga eco nell’opinione pubblica. Nessun paese sudamericano ha comunque riconosciuto la destituzione di Lugo, e ora emerge in tutta la sua importanza l’annosa questione della “riforma agraria”, uno dei punti all’ordine del giorno per tutta l’America Latina ancora oggi, in pieno XXI secolo. Una questione, quella agraria, che abbiamo imparato a conoscere anni addietro anche in Europa, ma che in America Latina è ancora importante, eccome. Il problema della riforma agraria è poi strettamente legato a una gestione razionale del territorio, alla salvaguardia ambientale e all’eliminazione della fame e della malnutrizione. Raul Benitez, direttore regionale della Fao in America Latina, in una recente intervista aveva dichiarato che il potenziamento dell’agricoltura familiare potrebbe costituire una possibile soluzione al problema. Fabio Marcelli, giurista  internazionale che scrive su “Il Fatto Quotidiano”, ha così commentato il problema: “Restituire l’agricoltura ai piccoli produttori e agevolarne la presenza sul mercato, dando particolare attenzione alle questioni poste dai popoli indigeni e dai settori più vulnerabili della popolazione, può rappresentare una risposta efficace su molti piani, ma a tal fine va contrastato l’accaparramento delle terre, il cosiddetto land grabbing, da parte di multinazionali e di fondi sovrani. A ciò si accompagna la necessità di limitare il latifondo, obiettivo enunciato dalle più recenti Costituzioni di molti Stati latinoamericani”. Il Paraguay per certi versi rappresenta da questo punto di vista un caso paradigmatico, dal momento che nel paese sudamericano ben l’85% delle terre appartiene solo al 2% della popolazione. Come se non bastasse in Paraguay si fanno sentire le pressioni delle multinazionali agricole, portando la questione agraria al centro della discussione politica. Secondo diverse associazioni e organizzazioni contadine, confluite nell’ “Alianza Biodiversidad“, la responsabilità della situazione andrebbe addossata alle grandi corporation come la Monsanto e la Cargill. Lugo dal conto suo ha deciso di non arrendersi e di continuare la sua lotta per il rispetto della Costituzione del Paraguay, e in questo ha trovato l’appoggio incondizionato del resto dei paesi latinoamericani, decisi in questo XXI secolo a farla finita con il neocolonialismo americano.

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top