Patria si, Colonia no! I comunisti argentini contro le minacce imperialiste | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Patria si, Colonia no! I comunisti argentini contro le minacce imperialiste

A smentire coloro che pensano che l’imperialismo non esista è arrivata la sentenza della Corte Suprema degli USA che attribuisce legittimità ai “fondi buitres” ( fondi avvoltoio) esattamente come avevano fatto i tribunali yankees in prima e seconda istanza, in nome dei potenti interessi che rappresentano.

Dichiarazione del Partito Comunista dell’Argentina

da pca.org.ar | Traduzione di Marx21.it 

Il Fondo NML del signor Paul Singer, che ha comprato buoni per 48 milioni di dollari e che minaccia le nostre riserve - oggi la punta di lancia contro il futuro indipendente degli argentini - è parte del nucleo centrale del capitalismo super concentrato che ha come nave ammiraglia un sistema finanziario usuraio e delinquenziale, padrone di quote di potere che lo rendono egemonico nel contesto di dominio degli Stati Uniti.

Pretendono di soffocare economicamente l’Argentina per restaurare il progetto neoliberista e sottometterci ancora una volta al dettato dei mercati speculativi che tanta miseria e dolore ci hanno arrecato.

Questa crisi è allo stesso tempo un’opportunità per definire una ferma politica di confronto contro questa minuscola élite di potere globale che oggi si scaglia contro il nostro paese, ma che non è più così onnipotente in questi tempi di indebolimento del dominio unipolare degli USA e di formazione di nuovi blocchi di potere nel mondo.

Va opportunamente attuata una politica di rottura con l’apparato finanziario imperialista come uno dei pilastri della strategia da seguire sostenendo il nostro paese in Unasur, rafforzando l’iniziativa del Banco del Sur, raccogliendo l’invito formulato dal gruppo Brics, che ha creato un fondo di sviluppo e incentivo, così come mettendo in pratica le risoluzioni del G77+Cina, E’ doveroso dare un contributo alle proposte che cercano di promuovere l’abbandono del dollaro come moneta per le transazioni internazionali.

Questa rottura, sebbene tardiva, è possibile con una iniziativa per la creazione di un grande fronte unito per l’indipendenza nazionale, che possa animare una grande mobilitazione popolare di carattere patriottico e democratico. Sono varie le misure economiche e finanziarie che potrebbero essere adottate per fronteggiare questo attacco, equivalente a quello per l’usurpazione e la militarizzazione delle Isole Malvine, ma è necessario avere consapevolezza che si tratta di una questione che richiede una determinazione politica di fondo, perché torna a manifestarsi, ora come a un crocevia decisivo, la contraddizione tra, da un lato, l’approfondimento dei cambiamenti indirizzati a rafforzare l’impiego, il salario, le prestazioni sociali e il mercato interno in generale e la sostituzione delle importazioni e la politica di sovranità e integrazione regionale e, dall’altro, il ritorno tragico alla politica di aggiustamento, di tagli in sanità, educazione e abitazione, di disoccupazione, di fame e miseria che già abbiamo conosciuto.

Con questi sostegni, nel momento in cui il rafforzamento del potere del popolo argentino rappresenta un compito cruciale, si può cambiare la sede dei pagamenti, denunciare la giurisdizione newyorchese, rimpatriare le riserve depositate nelle banche all’estero, dichiarare illegittime le pretese usuraie, e le altre misure del medesimo significato.

Nel corso dell’attuale processo politico si è messo in ordine il debito estero, si è raggiunto un accordo con il 92% dei creditori, con Repsol e con il Club di Parigi. E nonostante tutte queste concessioni arriva la nefasta inaccettabile sentenza.

“Così paga il diavolo” disse una volta il Generale Peron

E’ necessario e possibile tenere testa all’imperialismo.

E’ doveroso farla finita con la piaga finanziaria internazionale.

Patria si, Colonia no!

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top