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venerdì , 26 maggio 2017
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Patriottismo o nazionalismo?

Un tema tanto delicato quanto poco affrontato dalla sinistra italiana è la questione patriottica. Parto dalle elezioni di qualche giorno fa in Francia.Da Parigi, al termine del secondo turno delle elezioni regionali, ci sono giunte due notizie: una buona e una cattiva. La buona è sicuramente quella che Le Pen e amici hanno perso, o meglio, non hanno attenuto alcun presidente di regione. La cattiva è che hanno vinto gli altri. Il voto del popolo francese deve farci riflettere.

Un po’ di numeri delle elezioni regionali francesi, giusto per inquadrare meglio la situazione. Il Front National, partito che non può essere etichettato come “fascista” (tornerà dopo sull’argomento), passa da poco più di 110 consiglieri a più di 350 (un aumento di oltre il 200%). Diventa così legittimato a definirsi “unica opposizione”. Tutto ciò per gentile concessione soprattutto dei socialisti francesi.

Non solo. In una settimana il partito di Marine Le Pen è passato dai 6,018 milioni di voti del primo turno a 6,820 milioni di voti del secondo turno. Un aumento di oltre il 10% in meno di 7 giorni.

Analizzando meglio la situazione si nota come il Front National sfonda dove le persone stanno peggio, dove la disoccupazione è più alta e dove le differenze sociali tra ricchi e poveri in questi anni sono aumentate.

Il nord, il nordest, tutta la fascia est della Francia e tutta l’area che si affaccia sul Mediterraneo vedono la stragrande maggioranza dei collegi assegnare la maggioranza relativa al Front National.

Tutto ciò non credo possa essere visto come una semplice fatalità. In pratica, dove ci sono più differenze sociali, il FN è il primo partito. Queste sono due mappe (link). A sinistra quella delle disuguaglianze (anno 2014), a destra quella dei collegi dopo il primo turno delle elezioni regionali francesi. Il blu scuro è il Front National.
Non nascondo di aver “sperato” in una vittoria di Marion Maréchal-Le Pen. Il motivo di tale speranza è semplice. Marion ha simpatie monarchiche, è profondamente conservatrice, è liberale in economia ed è cattolica fino al midollo.

Marine è l’esatto opposto. Convinta repubblicana, vuole un aumento del settore pubblico in economia, è laica e non ha nulla contro i diritti civili, tanto da aver aperto il partito a omosessuali dichiarati.Possono essere complementari Marine e Marion, ma se un giorno Marion dovesse prendere il comando del Front National (e una sua vittoria alle regionali l’avrebbe aiutata non poco) gran parte del popolo francese non la seguirebbe con tanta facilità come invece sta facendo con Marine, dato che la Francia ha una lunga tradizione di cooperazione pubblico-privata in economia  (si pensi alla grande industria strategica ma anche a settori quali le auto, dove lo Stato è azionista sia in Renault che in Peugeot e Citroen). La Francia ha inoltre una trazione repubblicana. Di certo se c’è un popolo in Europa che non ha simpatie per la monarchia questo è proprio quello francese. Inoltre la Francia è uno dei paesi più atei del mondo (forse dopo la Repubblica Popolare Cinese e pochi altri).

Di conseguenza una donna con simpatie monarchiche, liberale e cattolica, con buone probabilità non potrebbe avere lo stesso successo che ha una donna repubblicana, favorevole all’intervento pubblico in economia e laica.Ma la Francia non è certo l’unico paese europeo dove forze patriottiche o nazionalistiche aumentano i propri consensi.

Basti pensare alla Grecia. Gli ultimi sondaggi parlano chiaro. SYRIZA aumenta, seppur di poco, il proprio consenso e non si può non considerare SYRIZA un partito patriottico. Alba Dorata, forza nazionalista (e neonazista), aumenta di consenso in Grecia. I comunisti del KKE idem. ANEL, gli alleati nazionalisti di Tsipras, anche. Anche Unità Popolare, rimasta fuori dal parlamento nei mesi scorsi, aumenta nei sondaggi.

Tutti i partiti non nazionalisti o patriottici perdono consenso. Da Nea Democratia al PASOK passando per To Potami. Tutti questi perdono sempre maggior consenso.

Le elezioni di un paio di giorni fa in Spagna  confermano questa tendenza. Ad esempio quale sono le uniche comunità autonome dove ha vinto Podemos? La Catalogna e i Paesi Baschi. Perché? Perché Podemos è stato l’unico grande partito a non opporsi ad un eventuale referendum per l’indipendenza. E pensare che solo qualche settimana fa alle elezioni catalane Podemos ottenne un pessimo risultato anche a causa della sua ambiguità sulla questione dell’indipendenza.

Prima di trarre le dovute conclusioni, torno a precisare il perché il Front National non può essere oggi visto come un partito fascista (sebbene una parte dei suoi militanti lo sia). Se il Front National era fascista ai tempi di Jean-Marie Le Pen, quando il Front era molto più “reaganiano”, non lo può essere ora. Non è rimasto praticamente nulla di quel partito.

Se si vuole affrontare il problema dell’avanzata dell’estrema destra in tutta Europa (e quindi anche in Francia), è essenziale comprendere il fenomeno. Dare definizioni poco opportune solo perché ci fa comodo è sbagliato e controproducente.Ritengo quindi necessario colmare il vuoto che si è venuto a creare dall’assenza di patriottismo da parte della sinistra italiana. O questo vuoto lo colmeremo noi o lo colmerà la destra con il nazionalismo. La Lega ringrazierebbe sicuramente.

È essenziale che la sinistra assuma, come d’altronde richiede la nostra Costituzione all’Articolo 52, il ruolo di patriota. Solo proteggendo la nostra Costituzione e quindi i nostri valori più profondi potremo far tornare la sinistra ad essere sinistra.

Fonte: http://www.davidebusetto.it/wordpress/2015/12/patriottismo-o-nazionalismo/

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Davide Busetto

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