Pd, Civati e l'ombra di Casini. Bersani ora deve scegliere | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Pd, Civati e l’ombra di Casini. Bersani ora deve scegliere

Pippo Civati, consigliere Pd della Regione Lombardia e leader dei “rottamatori del partito” ha ammonito la segreteria del partito: “Non si va al governo nazionale con Casini che ha governato assieme all’ex presidente del consiglio”. E ora il Pd dovrà scegliere “da che parte stare”, Casini oppure Vendola, Di Pietro e Diliberto/Ferrero?

Pippo Civati ad allearsi con Casini e il Terzo Polo proprio non ci sta. Finalmente qualcuno nello schieramento del Pd ha deciso di alzare la testa, e di dire chiaramente, senza equivoci, che con Casini e soci non ci starà, meglio a quel punto virare a sinistra, verso gli “odiati” Vendola e Di Pietro. Così Civati, consigliere regionale in Lombardia, ha radunato i suoi in quel di Albinea e ha sparato a zero sulla politica delle alleanze fin qui percorsa dal Pd: “Il Pd è il nostro partito e siamo qui per lavorare per il Pd, certo però fino a che rimane quel progetto, perchè se si prendono altre strade e si sceglie l’alleanza con Casini, allora non è più colpa mia“. Queste le parole di Civati, parole pronunciate nel contesto del convegno chiamato “Prossima Italia” ad Albinea, provincia di Reggio Emilia.”Non si va al governo nazionale con chi ha governato con Berlusconi premier. È una questione di civiltà politica, se no la gente non capisce più niente. Credo che se il Pd sceglie di allearsi con Casini, lasciando a casa tutta l’altra sinistra, il problema diventa grave per tutti. Le alleanze si costruiscono sulle cose da fare. Però cominciamo a parlarne”, ha detto ancora Civati, e le sue parole all’indomani delle dichiarazioni da medioevo di Casini sui matrimoni omosessuali assumono ancora più significato. ”Se votassimo oggi, il Partito Democratico rischierebbe di perdere. Domenica ho visto un partito arroccatissimo, preoccupato del futuro, titubante, molto di vertice. Dobbiamo dare l’immagine che governiamo nel 2013 e non nel 1994. Se a destra rischiano di avere Berlusconi per la sesta volta, noi dobbiamo avere il coraggio di proporre soluzioni nuove”, ha ammonito ancora Civati, ribadendo come il Pd abbia bisogno, e subito, di un rinnovamento profondo. Per questo motivo Civati e i suoi rottamatori hanno presentato dieci punti  per migliorare e innovare il partito, partendo appunto dalla legalità e dalla trasparenza. Sulle primarie poi Civati ha spiegato: “Io dico solo che c’è il rischio di farle slittare troppo. Però francamente dovrebbero essere i candidati ad avere a cuore la questione: io non voglio candidarmi, a meno che in futuro non ci siano condizioni peggiori di oggi. E no, non sostengo Renzi, in questo momento non sostengo nessuno. Io sono solo preoccupato che non si riesca a vincere, o peggio che si vinca con la formula del “quasi vincere”, con la formula delle grandi intese“. Insomma sterzare a destra verso Casini e il Terzo Polo potrebbe essere un boomerang per Bersani e soci, sempre più ostaggi di personaggi come Letta e Veltroni che con la sinistra, quella vera, non hanno assolutamente nulla in comune.

 

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