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lunedì , 23 ottobre 2017
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Pd e Monti,coerenza all’italiana

Tra le tante accuse che  possono essere mosse a Mario Monti, una delle prime da scartare è sicuramente l’incoerenza. Prendiamo, a conferma della nostra tesi, alcune sue dichiarazioni su questioni diverse, ma rilevanti per fotografare il background culturale del professore bocconiano.

Da editorialista del Corriere della Sera, il nostro premier ha avuto la possibilità di commentare moltissime faccende di casa nostra. Nel gennaio 2011, ad esempio, salutava con soddisfazione i successi di Maria Stella Gelmini e Sergio Marchionne, che tentavano di superare quello che lui definisce ‘arcaico stile di rivendicazione basato sull’etica’, e veicolato dal marxismo italiano nel corso del Novecento. “Questo arcaico stile di rivendicazione, che finisce spesso per fare il danno degli interessi tutelati, è un grosso ostacolo alle riforme. Ma può venire superato. L’ abbiamo visto di recente con le due importanti riforme dovute a Mariastella Gelmini e a Sergio Marchionne. Grazie alla loro determinazione, verrà un po’ ridotto l’ handicap dell’ Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”.E pazienza se le automobili vengono fatte all’estero, d’altra parte una volta al governo Monti ha continuamente dichiarato che Marchionne può fare un po’ come vuole, e le delocalizzazioni andrebbero meglio chiamate “internazionalizzazione attive”. Sul fronte scuola e università, il ministro Profumo sta proseguendo sulla strada della Gelmini, quella che porta ad una formazione  di classe, per pochi, altamente diversificata in base al reddito. Ma, si sa, i tecnici sono fatti di questa pasta.

TRAGEDIA GRECA. Se passiamo ad analizzare la questione ellenica, scopriamo un Monti molto ottimista. Ospite di Lilli Gruber, nell’ottobre scorso dichiarava: “quello che sta succedendo ad Atene è una cosa straordinariamente grande e positiva. La Grecia si è mossa sì con enorme ritardo, ha avuto bisogno della pressione dell’Europa e del Fmi, ma sta facendo in due o tre anni quello che normalmente richiede una generazione per trasformare la propria economia. Alla fine la Grecia sarà una storia che forse conferma che l’euro ha questa capacità di portare i paesi verso una cultura di maggiore stabilità, di cui i tedeschi dovrebbero essere abbastanza contenti”.Insomma, non si può dire che non abbia le idee chiare.E ora passiamo alla nota dolente, chiamata Partito Democratico. Il suo segretario, uno sdegnato Pierluigi Bersani, un giorno dichiarò: “Mi vergogno per come l’Europa si sta comportando con la Grecia. Si può indurre un Paese al rigore ma non si può ucciderlo e massacrare gente comune. Non si può assistere a uno scempio del genere”. E sulla Fiat? Il Pd attraverso il suo leader si dice molto spesso “preoccupato”. Molto più duro è invece Fassina, che un giorno sì e l’altro pure spara bordate sul governo, tanto che ci si chiede chi l’abbia nominato responsabile economico. La morale della favola, in ogni caso, è che la Grecia continua a dimostrare ilsuccesso dell’euro, Marchionne e Profumo riducono l’handicap nel costruire automobili e formare studenti, e il Pd vota tutto quello che Monti gli impone. Poi si lamentano di Beppe Grillo, e ne sono evidentemente preoccupati. Ma con la loro coerenza vinceranno anche nel 2013: sempre al fianco di Monti, si intende.

Lorenzo Mauro

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