Pd. Fassina si ribella all'abbraccio di Monti, Letta si infuria | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Pd. Fassina si ribella all’abbraccio di Monti, Letta si infuria

 

Scontro interno al Pd su Monti. Stefano Fassina, responsabile economico del partito, ha firmato sul “Foglio” un vibrante attacco all’agenda Monti. Comprensibilmente il visegretario del Pd, Enrico Letta, è andato su tutte le furie.

Lasciate stare la domanda: Ma cosa ci fa Enrico Letta nel centrosinistra? E andiamo avanti…Letta sembra proprio non aver digerito l’uscita di Stefano Fassina, responsabile economico del Pd, nonchè bersaniano di ferro,  che ha firmato sul “Foglio” un articolo intitolato “Rottamare l’agenda Monti”. Inutile dire che Letta sarà a dir poco trasalito nel leggere l’articolo del collega di partito, e infatti ha subito sbraitato una presa di distanze grottesca:”Si è passato il segno“. Secondo Letta infatti, ”tra tante analisi di sistema, più o meno condivisibili, vi è una inaccettabile conclusione che appare in stridente contraddizione con tutto ciò che di positivo il Partito Democratico ha fatto in questi mesi, sostenendo il governo Monti o contribuendo a correggerne gli errori”. Fassina insomma è stato subito bacchettato, reo di aver scritto quello che pensa, ovvero che le “speranze di ripresa collocate dal Presidente del Consiglio nel primo trimestre del 2013 sono, purtroppo, infondate. Quale driver di domanda”, si chiede, “dovrebbe tirare l’inversione di tendenza? I consumi delle famiglie subiranno un’ulteriore flessione a causa della maggiore disoccupazione e dell’esaurimento di parte delle indennità di disoccupazione, dei tagli al welfare nazionale e locale, dell’aumento regressivo di prezzi, tasse e tariffe, delle minori disponibilità di risparmio”. Insomma un Fassina che ha parlato fuori dai denti, senza paura di imbonirsi Letta e i montiani, che con la sinistra sembrano ormai avere davvero poco a che fare. Fassina ha anche ribadito che l’agenda Monti secondo lui non potrebbe funzionare, e non per colpa del premier: “Il presidente Monti si è trovato, da un lato, vincolato dall’agenda conservatrice europea e, dall’altro, costretto a confermare gli impegni ancor più restrittivi, sottoscritti per deficit di credibilità politica, dal governo Berlusconi-Bossi-Tremonti”. Inutile dire che Letta ha un’idea del tutto opposta a quella di Fassina. Secondo letta infatti, quello di Monti è stato “un governo che ha restituito credibilità e decoro all’Italia e ha permesso la fine della lunga esperienza berlusconiana”. Insomma il pd rischia di implodere su se stesso, vittima delle forze centrifughe che nascono al suo interno collegandosi con lo scontro tra Fassina e Letta.”Se il responsabile Economia e il vicesegretario dicono cose opposte appoggiando il medesimo candidato forse ci vuole un congresso non primarie di coalizione“, ha detto Ceccanti, lo stesso che si bullava di essere stato tra quelli che hanno cacciato i comunisti fuori dal Parlamento…Al fianco di Fassina comunque ci sarà Matteo Orfini, anche lui membro della sinistra del partito. Proprio Orfini su Twitter ha infatti scritto di riconoscere merito a Monti nella gestione della situazione, anche se ha affermato di ritenere l’agenda del tutto insufficiente.

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