Pd. La "ribellione" di CivatiTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Pd. La “ribellione” di Civati: “no” a Epifani

Dopo che il Pd ha scelto di nominare Guglielmo Epifani come segretario reggente, Pippo Civati è tornato a dissentire dalle decisioni del partito e ha dichiarato che non lo sosterrà.

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Pippi Civati rappresenta l’animo “ribelle” all’interno del Pd, nel senso che da tempo ha preso la decisione di dissentire apertamente dalle scelte del partito che non lo convincono. L’ultima in ordine di tempo è la decisione del Pd di nominare come segretario reggente Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil e socialista, la cui scelta è stata però interpretata da Civati come una soluzione di continuità rispetto alla segreteria di Bersani che, sostanzialmente, non metterebbe in discussione la dirigenza del partito.“Ricordo un suo accorato intervento in favore della candidatura di Marini come Presidente della Repubblica“. Poi la questione Governo: “Quali sono le priorità dell’esecutivo perché Letta ne ha illustrate tantissime. Quali riforme faremo? Cosa faremo sull’IMU? Dobbiamo pagare le tasse sul lavoro o sul patrimonio? Faremo una legge sulla cittadinanza? E quelle sulle coppie gay? Sulla corruzione questo Governo voterà qualcosa? Sono domande che possono dare un sollievo anche ai cittadini e queste domande farò al congresso. Io mi candiderò a Segretario, spero in un congresso aperto in cui non ci saranno padri e padrini“. Insomma all’interno del Pd la situazione è tutt’altro che lineare e tranquilla e, in vista del congresso che ci sarà in autunno, la sensazione è che ci potranno essere diversi motivi di attrito, sempre che Civati decida di rimanere all’interno del Pd per continuare la sua battaglia riformatrice.

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