Pd. Lascia anche FassinaTribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Pd. Lascia anche Fassina

Dopo Civati è la volta dell’addio Stefano Fassina al Pd di Matteo Renzi. Il tutto è successo nelle scorse ore, un vero e proprio strappo a sorpresa che lo hanno portato a prendere finalmente le distanze dal partito. Anche se poco dopo ha detto di non aver ancora lasciato, ormai lo strappo è incolmabile, e il Pd d’ora in avanti potrà fare a meno dei “gufi”.

Noi non siamo mai stati generosi con Stefano Fassina e Pippo Civati in quanto per troppo tempo hanno minacciato il Pd di scissioni e strappi per poi rimanere dentro a subire tutte le decisioni di Matteo Renzi e del suo entourage. A furia di minacciare di andarsene si finisce quasi per perdere la credibilità se poi alle parole non fanno mai seguito i fatti, ma non questa volta. Questa volta Civati se n’è andato per davvero, e infatti fa già discutere il suo nuovo progetto: “Possibile”, e anche Fassina sembra aver finalmente puntato i piedi, consumando quindi lo strappo finale con il Pd. Stefano Fassina ha deciso di rendere palese lo strappo un pò a sorpresa nel corso di un intervento tenuto al circolo Capannelle di Roma: “Io credo che sia il momento, per quanto mi riguarda, di prendere atto che non vi sono più le condizioni per andare avanti nel Pd e insieme ad altri proveremo a costruire altri percorsi. Altri percorsi che portano non a una testimonianza minoritaria, ma a fare una sinistra di governo su una agenda alternativa“. Parole forti, parole che non lasciano spazio a ricuciture dell’ultim’ora anche se è stato proprio Fassina, nella notte, a lasciare aperta una finestrella: “Non ho ancora lasciato“. Insomma finalmente Fassina ha trovato il coraggio di dire quello che pensa, ed evidentemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso per lui è stata la scelta del governo di porre la fiducia sul ddl Scuola: “È uno schiaffo al parlamento e all’universo della scuola che in questi mesi si è mobilitato per un intervento innovativo e di riqualificazione della scuola pubblica”. E adesso? Adesso se non altro si possono finalmente sparigliare le carte, con l’uscita di Fassina che potrebbe preludere a una nuova ricomposizione a sinistra che potrebbe se non altro rompere l’equivoco insopportabile che porta a considerare il Partito Democratico come facente parte della “sinistra”. Fassina e Civati a nostro avviso non hanno il carisma nè lo spessore per poter rinnovare la sinistra italiana, ma potrebbero se non altro avere il merito di dimostrare agli italiani come il Pd abbia rotto completamente e definitivamente con ogni tradizione di sinistra del nostro Paese.

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