Pd, nuovi scontri sulla data del CongressoTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Pd, nuovi scontri sulla data del Congresso

Pd, nuovi scontri sulla data del Congresso

Dopo la Direzione del Partito Democratico di giovedì sera è scontro tra i due vicepresidenti dell’Assemblea Marina Sereni e Ivan Scalfarotto sull giorno del congresso, mentre i renziani insistono per la data del 24 novembre.

Fonte: Oltremedia

Quando si parla di Pd il condizionale è d’obbligo: la data del Congresso sarebbe stata slittata ulteriormente, stavolta al 15 dicembre, almeno secondo la proposta recapitata ieri dalla segreteria al sindaco di Firenze Matteo Renzi. A seguito dell’incontro-scontro tra vertici e deputati del Pd nella riunione della direzione di giovedì sera continuano singolari duelli che neppure tre comunicati ufficiali sono sufficienti a dirimere. Come quello tra Marina Sereni e Ivan Scalfarotto, i due vicepresidenti dell’Assemblea in assenza del presidente, la dimissionaria Rosi Bindi.

Nel comunicato della Sereni, infatti, si legge che “sarà l’Assemblea, che è ovviamente sovrana, a dettagliare modalità e calendario definitivo”. Diversa è la versione di Scalfarotto, secondo cui  “la Direzione nazionale del partito di ieri ha preso atto della proposta del segretario Epifani di convocare l’Assemblea nazionale il 20 e 21 settembre e le primarie per l’elezione del nuovo segretario nazionale il 24 novembre”.

Nuovo giallo, dunque, in casa Pd. L’ennesimo. Anche se l’equivoco sembra poggiare, stavolta più del solito, su unaquestione malposta, dal momento che secondo lo statuto definire data e modalità del congresso spetta all’Assemblea. Al di là, quindi, di altre eventuali date orientative più o meno indicate da dichiarazioni, cenni con la testa o smorfie del segretario in sede di direzione.

Tanto rumore per nulla, quindi. O forse no, dato che il duello altro non è che la punta di un iceberg più profondo, e ormai neanche troppo latente: lo scontro tra l’ala dirigente del partito (Epifani, Letta e Bersani), tesa a procrastinare quanto possibile la fissazione di una data per il congresso, e i  renziani, che sulla data del 24 novembre non hanno intenzione di tornare indietro.

“Ma questi sono matti? Cosa ci guadagnano a rimandare di due sole settimane? Cosa cambia?” chiede incredulo in sindaco di Firenze, quando l’obiettivo dell’ala del segretario, dell’ex segretario e del presidente del consiglio è chiaro: evitare la crisi di governo, almeno fino alla fine del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea. E di mantenersi vaghi sulla data affinché, nella malaugurata ipotesi dello scioglimento delle Camere a settembre prospettato dai deputati del Pdl a seguito della condanna in via definitiva per frode fiscale di Silvio Berlusconi, sia possibile mantenere come segretario Guglielmo Epifani e accelerare sulle primarie solo per la premiership (con probabile vittoria di Renzi). Scenario che, in caso di sconfitta alle elezioni, porterebbe a un’inevitabile fine dell’avventura politica dello scomodo ex-rottamatore.

 Paola Venturini

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top