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venerdì , 20 ottobre 2017
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Pdl e la storia. Un rapporto eversivo e controverso..

Interesserà a pochi in questi tempi di crisi, ma il Pdl continua secondo noi a rappresentare un “vulnus” della democrazia italiana. Lo ha confermato Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, che ha presenziato alla manifestazione per i Marò tenutasi di fronte al Colosseo. Secondo la Lorenzin le bandiere della Xmas sarebbero inopportune, proprio come quelle comuniste…ennesimo schiaffo alla nostra Costituzione antifascista.

bandiere_pdl

Fino a che punto è possibile distorcere il significato profondo della nostra Costituzione nata dal sacrificio dell’antifascismo al termine della Seconda Guerra Mondiale? Immaginiamo che, purtroppo, questa domanda non affascini un popolo, quello italiano, alle prese con i morsi di una crisi economica e politica senza precedenti. Ci sono cose più importante a cui pensare, sembrerebbe, ma noi non vogliamo comunque rinunciare a toccare questo tema, che per noi non è nè secondario, nè residuale. Già altre volte abbiamo parlato del tema dell’antifascismo e della difesa dei valori della nostra Costituzione, ma questa volta ci sembra opportuno tornare di nuovo sull’argomento. Abbiamo deciso di farlo dopo aver visto questo video pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”: http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/04/04/maro-al-sit-in-del-colosseo-bandiere-e-nostalgici-del-duce/227069/

Come si può vedere dal video Beatrice Lorenzin, deputata del Pdl, ha sì giudicato inopportuna la presenza di bandiere della X Mas (una delle formazioni armate fasciste della Seconda Guerra Mondiale) in occasione del sit-in a favore dei Marò organizzato dal comune di Roma e dal Pdl, però ha poi proposto un paragone ardito, sostenendo che anche quando c’era al Comune di Roma Walter Veltroni c’erano bandiere con “la falce e martello“, e “c’erano inni a Mao, Lenin e Stalin“. Insomma secondo una deputata del Pdl, un partito che deve riconoscerci nella Costituzione Italiana, e quindi nei valori che l’hanno ispirata, la Repubblica Sociale Italiana sarebbe la stessa cosa dei comunisti italiani. Una vergogna enorme dal momento che quella stessa Costituzione è stata firmata con il sangue proprio dai comunisti, quegli odiati comunisti che il Pdl si rifiuta di riconoscere. Riconoscono però  una storia, quella del fascismo, dalla quale formalmente prendono le distanze, ma che quando sono costretti a parlarne non è mai così male, o viene comunque messa sempre e comunque sullo stesso piano della storia comunista, in barba alla storia, ai valori, e alla verità.

La realtà è che esiste il reato di “Apologia di Fascismo”, ma non esiste (ancora) quello di “Apologia di comunismo”, e questo vorrà pur dire qualcosa. Non riconoscere ciò significa, de facto, secondo poi porsi al di fuori del contesto democratico italiano. Insomma una forza politica che mette, in Italia, comunismo e fascismo sullo stesso piano violerebbe, a nostro dire, gli stessi valori democratici che hanno ispirato la stesura della nostra Costituzione. Sostenerlo inoltre significa anche essere ignoranti, oltre che faziosi, dal momento che Mao, Lenin e Stalin non c’entrano nulla con la storia italiana. Semmai c’entrano Togliatti, Gramsci, Secchia, Amendola, Berlinguer, Di Vittorio, personaggi che hanno scritto le pagine più belle della storia italiana, e che dal Pdl vengono messi sullo stesso piano dei Farinacci, Mussolini, Dino Grandi e altri bastonatori di vario genere. Non ci credete? Provate a chiedere a Ignazio La Russa o a Giorgia Meloni che cosa pensano di Antonio Gramsci e che cosa pensano di Benito Mussolini, e avrete le vostre risposte.

D.C.

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