Pdl. Quell’equivoco che condanna il PaeseTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Pdl. Quell’equivoco che condanna il Paese

In queste ore il Pdl fa un gran parlare di “golpe” tentato dal centrosinistra che vorrebbe mettere al Colle come presidente della Repubblica un personaggio come Romano Prodi, considerato troppo di parte e reo di aver osato battere Berlusconi. Ma il vero problema dell’Italia si chiama Pdl, ed è il centrodestra a ricattare un’intero Paese. Vediamo perchè..

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/eppofficial/6797868118/”>European People’s Party – EPP</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a&gt; <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a&gt;

Quando in queste ore ho visto in tv le reazioni di personaggi come la Santanchè, Gasparri e la Gelmini alla notizia della candidatura da parte del Pd di Romano Prodi per la presidenza della Repubblica, ho capito che l’Italia ha, purtroppo per noi, un problema endemico. Senza risolvere il problema della “destra” italiana rappresentata da Silvio Berlusconi e dal berlusconismo, ovvero  tutti i danni che ha fatto negli ultimi vent’anni a livello culturale, sociale ed economico, sarà impossibile risollevare le sorti di un Paese malato. Si è creata poi una distorsione, in questo momento drammatico, cui ci ha portato senza dubbio la gestione dissennata proprio del centrodestra negli ultimi anni, secondo cui il centrosinistra diventa l’unico responsabile dell’empasse istituzionale. Si dimentica, o forse si vuole dimenticare, che è proprio il Pdl con la sua impresentabilità a rendere impossibile o comunque mal digeribili dalla base le larghe intese. Collaborare con il Pdl sarebbe un pò come collaborare con i propri stessi aguzzini per ottenere la libertà, una sorta di contraddizioni in termini che rischia di destabilizzare ulteriormente il centrosinistra, rinforzando invece ancora il centrodestra.

Non stiamo parlando di un centrodestra “normale”, stiamo parlando di uno schieramento all’interno del quale ci sono fascisti dichiarati, uno schieramento che ha regalato 16 voti alla Mussolini nel corso delle prime due votazioni per il presidente della Repubblica. Stiamo parlando di un centrodestra che ha promesso ciclicamente lavoro, denaro, felicità, ripresa, e che puntualmente ha sempre disatteso ogni singola promessa, inabissando il Paese senza curarsi di nulla che non fosse il proprio tornaconto individuale. Stiamo parlando di un centrodestra che ritiene il comunismo un “male assoluto”, posizione questa che rende de facto impossibile una collaborazione nel rispetto reciproco dal momento che all’interno del centrosinistra in molti provengono da quella storia. A dividere quindi non è il nome di un Romano Prodi o di un Rodotà, a dividere è l’esistenza stessa del Pdl, un partito che non riconosce la Costituzione Italiana (almeno non pienamente) e che negli ultimi vent’anni ha fatto di tutto per cambiare a proprio piacimento il Paese. Stiamo parlando di una coalizione, quella del centrodestra, che ha al suo interno anche la Lega Nord, partito che si prepone la secessione, e personaggi come Giovanardi, La Russa, Storace. Stiamo parlando di un centrodestra che viene presentato sullo stesso piano degli altri e che pretende rispetto senza averne mai dato a nessuno, ricorderete come Berlusconi appellava chiamandoli “coglioni” gli elettori del centrosinistra. A dividere quindi è l’esistenza stessa di un partito, il Pdl, che non prende atto che il 70% degli italiani, ovvero tutti quelli che non li hanno votati, è stanca e non ne può più dei giochi del berlusconismo. Per questo ha sbagliato Grillo a non voler votare il governo di Bersani, ha sbagliato perchè si sarebbe finalmente potuto imprimere un cambiamento a un Paese bloccato, e ha sbagliato anche il Pd a non proporre Rodotà per lo stesso motivo.

Da qui un chiarimento: noi non crediamo che il Pd rappresenti la sinistra, tutt’altro, tuttavia di fronte a un centrodestra eversivo, pericoloso e compatto, il Movimento Cinque Stelle rischia di fare ancora una volta gli interessi del Caimano, operando più da carnefice della sinistra che da vera novità politica. Collaborare con il Pd avrebbe permesso a Grillo di mettere alle strette il centrosinistra, palesando tutte le contraddizioni interne a quel partito, invece il Movimento 5 Stelle ha deciso di giocare alla “Rivoluzione” sulla pelle degli italiani. Insomma il Pd ha commesso un gravissimo errore a non accettare la candidatura di Rodotà, ma Grillo e i suoi ne stanno commettendo uno ancora più grave a non voler votare per Romano Prodi. E intanto Berlusconi se la ride…

Gracchus Babeuf

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