Pentagono: Operazione difendere Erdogan con ogni mezzoTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Pentagono: Operazione difendere Erdogan con ogni mezzo

Mosca ha mostrato le prove degli affari della Turchia con lo Stato Islamico, ovvero foto satellitari di camion carichi di petrolio che transitano tra Siria e Turchia. Eppure gli Usa di fronte alle foto definiscono le accuse russe come “assurde”. La domanda è: come si può tollerare che la Casa Bianca se la cavi con così poco?

La Russia mantenendo fede alle promesse ha tenuto una conferenza stampa all’interno della quale ha pubblicato diverso materiale che proverebbe i rapporti perlomeno torbidi tra il governo di Ankara e l’isis, se non altro per quanto riguarda il commercio di petrolio lungo la frontiera. In particolare il generale russo Sergey Rudskoy, come riportato da tutti i principali media compresa “La Stampa”, ha diffuso foto satellitari di camion turchi carichi di petrolio che attraversano la frontiera tra Siria e Turchia e ha promesso che nei prossimi giorni verranno pubblicate nuove prove sul sito del ministero. Mosca ha anche accusato direttamente il presidente Erdogan e la sua famiglia di essere direttamente “coinvolti in questa attività criminale”, e ha sottilmente avanzato il dubbio che possa esserci qualcosa dietro il fatto che il figlio di Erdogan sia il capo della pià grande compagnia energetica del Paese.

Si è trattato insomma di accuse ben circostanziate e non campate per aria, con tanto di cifre peraltro in quanto Mosca ha sottolineato come dal commercio di petrolio dall’Isis alla Turchia Ankara faccia affluire qualcosa come due miliardi di dollari all’anno nelle tasche del Califfo. Vero? Falso? Quello che emerge è che i russi hanno mostrato foto e filmati, hanno snocciolato dati come i duemila militanti islamici affluiti in Siria proprio dalla Turchia, e dunque non si comprende come possa il Pentagono derubricare come “assurde” le accuse di Mosca. Il Pentagono ha infatti bollato come “accuse assurde” quelle russe e lo ha fatto per bocca del portavoce del Pentagono Steve Warren: “Rifiutiamo categoricamente l’idea che la Turchia stia lavorando con l’Is. È totalmente assurdo. La Turchia partecipa attivamente ai raid della coalizione contro i jihadisti“. Insomma di fronte a dari certi, accuse circostanziate giunte da più parti, foto e altro materiale il Pentagono si limita a difendere a spada tratta il suo alleato Erdogan, rifiutandosi di entrare nel merito. E dire che il materiale russo meriterebbe se non altro approfondimento da parte americana in quanto sarebbe in teoria anche interesse americano sapere se i propri alleati facciano o meno affari con lo Stato Islamico. O forse no..

E soprattutto alla Casa Bianca pensano davvero che l’opinione pubblica continui a non sapere che gli Usa continuano a essere strettamente alleati con paesi come Arabia Saudita, Qatar e compagnia che indirettamente appoggiano lo Stato Islamico e altri movimenti armati islamisti in Siria e in Medio Oriente?

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