Per l'Huffington essere "egoisti" è giusto e di modaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Per l’Huffington essere “egoisti” è giusto e di moda

Un “elogio dell egoismo”. Ci tocca leggere anche questo nelle pagine virtuali dell’Huffington Post che non perde occasione per segnalarsi come subalterno e colluso al sistema neoliberista, un sistema dove le uniche cose che contano sono l’affermazione personale e il profitto. In questo sistema non c’è spazio per concetti come solidarietà e “società”,  proprio come voleva la signora Thatcher. 

Siamo al grottesco, al farsesco eppure quanto abbiamo letto sull’Huffington Post non è una nostra allucinazione collettiva. “I benefici dell’essere egoisti nel mondo del lavoro“: questo è il titolo dell’articolo in cui ci siamo imbattuti, inizialmente abbiamo supposto che fosse un titolo sarcastico, poi però scorrendo con gli occhi i contenuti abbiamo capito che l’autore, tale Andrea De Cesco, era maledettamente serio. Fedele al ruolo di cantore delle bellezze progressive del capitalismo globalizzato in salsa neoliberista, l’Huffington si segnala sempre per il proprio totale asservimento al potere dominante e al proprio castello ideale che definire “discutibile” in base alla nostra cultura sarebbe quantomeno riduttivo.

Qui non si parla di destra o sinistra, concetti come solidarietà sono insiti nella stessa cultura europea e appare quantomeno incredibile che nel 2015 ci sia qualcuno che cerca di spiegarci quanto sia bello e utile essere egoisti per il capitalismo. Secondo l’Huffington Post sul lavoro ci sarebbe troppo altruismo e troppo poco “egoismo”, avete capito bene: “Abbiamo imparato quanto sia importante per la nostra società l’essere generosi. Pensare a se stessi è considerato un male, un difetto da stigmatizzare in toto. Eppure a volte, come spiega il giornale online The Next Web, un po’ di sano egoismo è fondamentale, soprattutto in ambiente lavorativo“. Insomma secondo questi signori la generosità e la solidarietà sarebbero una sorta di fardello che impedirebbe ai volenterosi ragazzotti del capitalismo rampante di spiccare il volo. E poco importa se il mondo del lavoro viaggia da anni proprio verso la direzione dell’ Homo Homini Lupus , evidentemente per i nostri “cari amici” anglosassoni è ancora troppo poco. Essere egoisti, affermarsi sugli altri è l’unico obiettivo degno di questo nome per queste persone, tutto il resto diventa un fastidioso e inutile orpello da eliminare per favorire i profitti, ancor più che il denaro e il successo nel lavoro sono gli unici valori che sembrano contare in questa società di stampo anglosassone-capitalistico.

Ma il delirio dell’Huffington si spinge molto oltre:

Quando si lavora in proprio, riuscire a guadagnarsi un buono stipendio e a costruirsi un nome è molto difficile. In queste condizioni la gratitudine che si prova verso chiunque ci dia una mano è altissima. Per tale ragione, nel momento in cui si riesce ad ottenere una posizione stabile si tende ad aiutare coloro che si trovano nella stessa situazione in cui un tempo ti trovavi tu. È però importante dare un limite alla propria generosità.

Vale a dire se ce la fate, andate avanti per la vostra strada ignorando chi sta peggio di voi. Voi ce l’avete fatta quindi gli altri devono ammirarvi e stare al loro posto.

Se il tuo obiettivo è fare un lavoro di cui essere orgoglioso e soddisfatto, perdere tempo non è sicuramente il modo migliore per completare la tua missione. Lasciare che gli altri rubino tempo dalle tue priorità è irrispettoso nei confronti del tuo lavoro e delle persone che contano su di esso. Se non ti prendi cura di te e dei tuoi affari non puoi essere utile per nessuno.

Ti identifichi con coloro che passano le giornate a ricevere rifiuti e così ti risulta difficile dire loro l’ennesimo no. Ti piacerebbe renderli felici, ma non è questo il tuo compito. Non devi sentirti in colpa o in dovere nei confronti di queste persone, altrimenti butterai via tutto il tuo tempo.

Insomma se potete fare qualcosa di buono per gli altri, non fatelo. L’unico modo che avete per realizzarvi nella vita è imporvi sugli altri e segnalarvi come “il migliore”. Queste persone non riescono nemmeno a immaginare che si possa trarre giovamento anche dall’essere gentili con gli altri, per loro “gli altri” sono dei concorrenti, dei rivali o al meglio una perdita di tempo.

Per concludere, un buon trucco per non rischiare di ritrovarsi oberati di impegni è stabilire un momento della settimana a cui dedicare gli appuntamenti extra-lavorativi. Quel momento e solo quel momento servirà per chiacchierare con amiche in difficoltà o con colleghi bisognosi di consigli.”

Questa ultima frase non ha nemmeno bisogno di commento. E’ chiaro come per costoro il sommo compimento del paradiso in terra è la visione della Thatcher dell’umanità come un insieme di individui. La “società” non esiste e non deve esistere, sia mai che la gente impari a cooperare e a rispettarsi senza cercare a tutti i costi di imporsi per realizzare profitti…

Gracchus Babeuf

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