Per un 25 aprile di lotta: Ostra, Ancona: no al monumento ai fascisti nella terra dei partigianiTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Per un 25 aprile di lotta: Ostra, Ancona: no al monumento ai fascisti nella terra dei partigiani

Mentre si celebra la ricorrenza del 25 aprile e si preparano i festeggiamenti per il 70° anniversario della Liberazione delle Marche, una grave provocazione sta avanzando in provincia di Ancona, ad Ostra, contro la Resistenza.

Fonte: Marx21.it

Nel territorio di Ostra si costituì uno dei primi distaccamenti partigiani, il quarto, della V Brigata Garibaldi Marche, che fu a sua volta una delle prime in Italia. Contro di esso furono mobilitati la mattina del 6 Febbraio 1944 in un massiccio rastrellamento, secondo quanto attestato da documenti ufficiali, “un battaglione di S.S. tedesco e un battaglione misto di militi repubblichini, volontari fascisti in borghese, agenti della Questura di Ancona, carabinieri ed alpini, in tutto circa 1.400 uomini” che batterono la campagna “perquisendo casa per casa alla ricerca di partigiani, di sbandati e di renitenti alla leva”. Furono rastrellate circa 200 persone radunate presso il Comune, alcune delle quali furono poi condotte in prigione a Jesi e tre individuate con l’ausilio di spie quali maggiori responsabili condannate a morte e fucilate. Costoro andarono incontro alla morte eroicamente, al canto dell’inno della brigata “Garibaldi” e gridando in faccia al plotone d’esecuzione dei traditori fascisti: “Viva l’Italia” . I loro nomi sono ben noti:

Pietro Brutti, nato ad Ostra in famiglia numerosa di mezzadri, 38 anni, sposato con figli, era il comandante della formazione;

Alessandro Maggini, vent’anni, di Ancona, famiglia di tradizioni patriottiche dal Risorgimento, ne era divenuto il commissario politico, dopo aver frequentato la scuola per commissari organizzata a Sappanico dal partito comunista;

Amedeo Galassi, figlio di un piccolo coltivatore diretto di Ostra, 21enne, diplomato perito agrario, che aveva maturato già nel ’42-’43 una ferma avversione per il regime del fascismo.

Con decreto del Presidente della Repubblica Maggini e Brutti sono stati insigniti di medaglia d’argento e Galassi di medaglia di bronzo al valor militare alla memoria. All’indomani della Liberazione sulle mura dove avvenne la loro fucilazione è stata apposta una lapide in ricordo, dove ogni anno nell’anniversario si tiene una manifestazione.

I partigiani di Ostra diedero ancora un alto contributo di lotta e di sangue alla Liberazione dal nazi-fascismo. Il comandante che seguì, il brigadiere dei CC Onelio Manoni, come pure il commissario Umberto Terzi e molti altri del distaccamento che aveva preso il nome di Maggini perirono il 4 maggio nella efferata strage nazifascista sul monte S.Angelo di Arcevia.

L’11 luglio ad Ostra, mentre per l’avanzata del fronte il conflitto si inaspriva, i partigiani catturarono e fucilarono per le necessità della lotta di liberazione cinque fascisti sospette spie e acclarati elementi collaborazionisti. Un capitano della GNR (Monti Armeno), il fanatico fondatore ed esponente del fascio di Ostra (Nardi Cristianzano), la rappresentante delle donne fasciste ( Faustina Marcellini “detta ‘La Splendida’), una fanatica “camicia nera” di Senigallia presente all’esecuzione dei partigiani (Allegrezza Licurgo), e il priore di S.Maria Don Nazareno Pettinelli, che dal pulpito aveva più volte invitato a sostenere la Repubblica sociale, dichiarando ostentatamente in più occasioni: “ Sono nero come la tonaca che indosso”.

Orbene, l’attuale parroco, dalle idee anche lui del colore della tonaca, ha deciso di riabilitare quei fascisti e il suo predecessore, a cui per altro è già dedicata una lapide apologetica all’interno della chiesa. E si è attivato per erigere un monumento a loro di fronte a dove è la lapide dei partigiani, così da confondere insieme nello stesso luogo i combattenti che versarono il sangue per la libertà e l’indipendenza dell’Italia nella Resistenza, con i sostenitori e complici di Hitler e Mussolini.

Il grave è che il Comune di Ostra, nella sua Commissione Edilizia., ha già espresso il parere favorevole. Ed ancora più grave è che, per prima, la Provincia ha dato la sua autorizzazione, necessaria affinché il progettato monumento ai fascisti è su di una strada provinciale!

FACCIAMO APPELLO A TUTTI I CITTADINI,ALLE ASSOCIAZIONI E ALLE FORZE POLITICHE DEMOCRATICHE PERCHE’ CON UNA GENERALE MOBILITAZIONE SIA IMPEDITO CHE NEL COMUNE DI OSTRA SI COMPIA QUESTO OLTRAGGIO CONTRO I PARTIGIANI.

DIFENDIAMO LA MEMORIA, L’ONORE E IL VALORE DELLA RESISTENZA !

Ruggero Giacomini, storico della Resistenza e del Movimento operaio;
Fosco Giannini, segretario regionale PdCI Marche.

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