Perchè Arabia Saudita e Golfo Persico voltano le spalle ai migranti?Tribuno del Popolo
sabato , 22 luglio 2017
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Perchè Arabia Saudita e Golfo Persico voltano le spalle ai migranti?

L’Europa si lamenta di essere lasciata sola a fronteggiare migrazioni di massa senza precedenti e almeno in questo ha ragione. Come mai paesi come Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Bahrein non hanno offerto alcuna sistemazione ai profughi? E come mai nessun governo osa porre la questione? Sarà perchè sono quegli stessi paesi che hanno finanziato in diversi modi la guerra civile siriana e la Primavera Araba? 

Sono passati ormai cinque anni dal 2011, anno in cui cominciarono le tanto conclamate Primavere Arabe. In Siria chiaramente la questione non è ancora superata, anzi. La guerra civile esplosa nel 2011 nel paese ha provocato decine di migliaia di morti e migliaia e migliaia di profughi che cercano di scappare dalla guerra e dalla povertà. Ormai basta fare una agile ricerca su internet per leggere diverso materiale che parla dei finanziamenti generosi concessi da paesi come l‘Arabia Saudita e il Qatar ai presunti ribelli siriani (e libici contro Gheddafi). Quindi si tratta di paesi che hanno ingerito a diverso titolo negli affari interni della Siria peccato che sono proprio questi paesi quelli che voltano le spalle ai profughi siriani il cui carico demografico viene addossato solo e unicamente sull’Europa. Il Washington Post a questo riguardo si è proprio domandato come mai alcuni paesi vicini a Damasco non accolgono i profughi che scappano dalla guerra, una domanda che effettivamente nessuno in Italia si pone. Amnesty International ad esempio ha sottolineato come Qatar, Arabia Saudita, Kuwait, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti pur avendo una crescita economica sostenuta non hanno preso parte alcuna nella sistemazione dei profughi.

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Del resto è lo stesso quotidiano americano a ricordare come gli stessi paesi succitati abbiano investito miliardi di dollari nella destituzione dell’odiato Assad, come mai quindi nessuno inchioda tali paesi alle loro responsabilità? Come mai tutti accettano in silenzio di farsi carico, giustamente, della fuga di queste persone senza che nessuno accusi l’Arabia Saudita e chi per essi di aver causato tutto ciò? Ancor più che altri paesi arabi come il Libano invece hanno aperto le frontiere per accogliere i disperati in fuga dalla Siria, e solo nel piccolo paese arabo ci sarebbero già oggi più di un milione di rifugiati. Anche la Turchia ha avuto un ruolo molto ambiguo nel rimestare nel torbido della guerra civile ma perlomeno Ankara ha accolto quasi un milione e mezzo di profughi siriani mentre l’Egitto circa 150.000. Evidentemente però ai politici europei conviene invocare la guerra al terrore e parlare di “emergenza migranti di lunga durata” piuttosto che sbattere i pugni sul tavolo e chiedere ai sauditi di porre rimedio al loro protagonismo militare ed egemonico in Medio Oriente. Un paese che applica la pena di morte, la Sharia, che vieta ogni opposizione interna, viene considerato un valido alleato, mentre i Gheddafi e gli Assad di turno diventano tiranni da eliminare a qualsiasi costo. Peccato che prima o dopo i semplici numeri siano in grado di raccontare un’altra verità.

Gracchus Babeuf

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