Perchè dei curdi non interessa a nessuno?Tribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Perchè dei curdi non interessa a nessuno?

Cosa succede ai curdi in Turchia? Per trovare informazioni bisogna faticare un pò in quanto i curdi evidentemente imbarazzano la stampa del mainstream per più di un motivo. E ritorna quindi la sensazione che esistano secondo l’Occidente popoli di “serie a” e di “serie b” e che la politica internazionale sia unificata da un elemento comune: la totale assenza di coerenza. E intanto un rapporto di Amnesty International parla di “punizione collettiva” contro i curdi. 

Non è questione di essere di parte. Non che ci sia qualcosa di male dal momento che se gran parte della stampa del cosiddetto “mondo libero” è bene o male schierata non ci sarebbe poi molto di sbagliato nell’occupare i posti lasciati liberi, a patto però di esserne consapevoli e di non fingersi neutrali quando non lo si è. Su quanto sta succedendo in Medio Oriente è ovviamente possibile farsi varie idee, e non è quello che qui ci interessa. Quello che ci sta a cuore è parlare del popolo curdo, un popolo che richiama sentimenti romantici nell’opinione pubblica occidentale in quanto negli ultimi mesi ci è stata venduta la narrazione dei curdi che combattevano contro l’Isis in prima linea. Ed era vero, peccato che una volta che a Kobane sono stati respinti i miliziani del Califfato quella stessa stampa che aveva esaltato i sacrifici dell’Ypg ha cominciato a non parlarne più, come se i curdi fossero divenuti da importante risorsa contro l’Isis una sorta di elemento di disturbo.

E’ poi avvenuta la rottura tra Pkk e Ankara con Erdogan che ha deciso di dichiarare guerra ai militanti curdi più che a quelli del Daesh, e con l’esercito turco che ha conseguentemente lanciato operazioni di guerra nel sud-est del Paese. Ricordiamo del resto che proprio i soldati turchi erano rimasti immobili al confine a osservare i miliziani dell’Isis attaccare Kobane (Leggi il Secolo XIX sull’argomento), e che proprio i turchi sono stati accusati da Mosca e non solo di avere legami oscuri proprio con il Daesh. Non a caso i due giornalisti  turchi del quotidiano Cumhuriyet, Dundar e Gul, sono stati accusati di spionaggio e aiuto al terrorismo e rischiano l’ergastolo per aver diffuso materiale che avrebbe mostrato i servizi turchi avere a che fare con alcuni miliziani jihadisti al confine con la Siria con tanto di camion pieno di armi. Ma intanto Erdogan ha deciso una repressione vera delle proteste curde, una repressione che inspiegabilmente viene tollerata dall’Occidente dato che nessun governo accusa Ankara di violazioni dei diritti umani nonostante siano già arrivati i primi morti. In altre situazioni l’opinione pubblica di fronte a rivolte e a repressioni governative in paesi meno “amici” della Turchia si era mobilitata creando delle situazioni internazionali favorevoli all’intervento militare contro il “regime” di turno. Questo non accade in Turchia in quanto evidentemente Erdogan serve alla Nato da un punto di vista strategico e ha quindi ottenuto quella che possiamo chiamare “Wild Card”, ovvero il diritto di fare quello che vuole senza alcun timore.

E intanto le voci che arrivano dalla Turchia sono terribili, si parla di “punizione collettiva” dei civili e di un uso della forza che colpisce indistintamente. Amnesty International in questo senso ha persino pubblicato un rapporto (Leggi qui) nel quale invita il governo turco a porre fine al coprifuoco imposto alla popolazione nel sud-est del Paese. Per molti mesi infatti Amnesty ha denunciato come il governo stia prendendo misure arbitrarie che si riverberano sui residenti e sulla popolazione civile, lasciandola senza elettricità, cibo e accesso sanitario anche per lunghi periodo. Amnesty parla di “misure draconiane” prese da Ankara e di “punizione collettiva” con tanto di operazioni di esercito e polizia basate solo sull’uso della forza e sull’uso di armi pesanti anche in zone residenziali. Secondo il rapporto circa 150 residenti sarebbero stati uccisi da quando sono ricominciate le ostilità tra il YDG-H, ovvero il Movimento Giovanile Patriottico Rivoluzionario, l’ala giovanile del Pkk. Nella conta dei morti ci sarebbero anche donne, ragazzi e altri innocenti disarmati. Amnesty ha anche parlato di un coprifuoco che in alcune zone avrebbe impedito ai residenti di lasciare le proprie case per quasi un mese. Eppure nonostante se ne sia occupato anche Amnesty International sembra quasi che la stampa internazionale abbia ben altro da fare che disvelare la maschera dal volto di Erdogan, evidentemente considerato un prezioso alleato, ben più utile dei curdi per gli interessi di qualcuno.

Photo Credit: 

y Mstyslav Chernov (Self-photographed, http://mstyslav-chernov.com/) [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

https://commons.wikimedia.org/wiki/File%3APolice_action_during_Gezi_park_protests_in_Istanbul._Events_of_June_16%2C_2013-6.jpg

 

 

Link Utili: 

https://www.amnesty.org/en/documents/eur44/3230/2016/en/

http://www.eastjournal.net/archives/69731

http://it.sputniknews.com/mondo/20160204/2032739/Curdi-Crimini-Repressione.html

Gracchus Babeuf

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