I giganti greci ci guardano dall'alto in bassoTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Perchè i giganti greci ci guardano dall’alto in basso

Tutte le vecchie cariatidi della sinistra italiana si sono riversate in Grecia per dare la loro vicinanza ad Alexis Tsipras e a Syriza. Alla vittoria del “no” hanno esultato autoproclamandosi i rappresentanti di quella esperienza in Italia, non capendo che la realtà della sinistra ellenica non ha nulla a che vedere con le scelte politiche e ideologiche della sinistra nostrana. Così personaggi che hanno sbagliato analisi e hanno dissipato un patrimonio di voti continuano a metterci la faccia, togliendo credibilità a un progetto che potrebbe anche avere la sua validità se solo si disponesse di autocritica e umiltà.

Ve la ricordate la “ricerca della terra di mezzo tra Tsipras e Schulz” di vendoliana memoria? Non ce ne vogliano i sostenitori del politico pugliese ma a nostro giudizio è questo uno degli esempi plastici, lampanti, e assolutamente chiarificatori circa il perchè la sinistra italiana che tenta di autoproclamarsi portatrice del testimone ideale di Syriza è destinata a fallire. Questo non prendere posizione e non avere coraggio nelle proprie idee si riverbera in un atteggiamento sempre e comunque subalterno e anche un pò scollegato dalla realtà. Questo è solo un esempio appunto perchè oggi Sel come Rifondazione e gli altri partiti della sinistra cosiddetta “radicale” si sono affrettati a cercare di mettere il cappello sulla vittoria di Tsipras, come a dire “abbiamo vinto anche noi“. Benissimo, evviva la solidarietà internazionale ed evviva la sensibilizzazione su un tema europeo che ci riguarda da vicino, eppure si percepisce a pelle come in Italia le classi dirigenti della sinistra abbiano sostanzialmente perso ogni dignità intellettuale. Li si vedrà di volta in volta prendere posizione su questo o quello ma senza più riuscire a diventare protagonisti attivi della storia, e questo lo si deve, ovviamente a nostro modesto giudizio, ai danni della de-ideologizzazione post-comunista avvenuta in Italia in modo più capillare e maccartista che altrove.

Questa dipendenza intellettuale unita a una totale arroganza derivante probabilmente da una immagine distorta e autoreferenziale di sè rende del tutto inappropriata questa classe dirigente figlia di una lunga serie di fallimenti a interpretare un cambiamento da sinistra di portata simile a quanto è riuscito a fare Syriza in Grecia. Syriza è un partito apertamente anticapitalista, e per quanto si sia inevitabilmente dovuto moderare per raggiungere le percentuali di voto che ha raggiunto, è chiaro come abbia delle posizioni coerenti e portate avanti con onestà a dispetto di quanto viene fatto in Italia, dove la “narrazione” del personaggio di turno cerca di far accettare all’elettorato questa o quella alleanza tattica.

Spiegandoci meglio ci sembra che la sinistra italiana sia stata indotta ad avere vergogna di se stessa, a ritenere essa stessa per prima come poco praticabili le proprie idee, e questo si riverberato in una dissoluzione del patrimonio culturale della stessa faticosamente accumulato in decenni di lotta politica. Non ci risulta che in qualche modo Tsipras abbia dovuto rendere conto a qualcuno del suo essere “anticapitalista”, nè che sia mai stato un problema per lui definirsi un marxista, parola diventata tabù nelle secche miserabili della politica italiana. Per questo fin quando la politica italiana continuerà ad affidarsi a personaggi come Ferrero, Vendola, non ce ne vogliano ma anche Civati e Fassina, non riuscirà mai a porsi a capo di un movimento di popolo che invochi un reale cambiamento. Solo personaggi credibili, come potrebbe essere un Landini, potrebbero farsi portatori di una sfida ideologica e politica al pensiero unico. Ma se non sarà così, se saranno i soliti sarti a proporre nuovi abiti, ecco che la sinistra italiana andrà solo incontro a un altro inesorabile fallimento. Anche perchè tutti hanno in mente quanto successo alle Europee con “L’Altra Europa per Tsipras”, con personaggi come Barbara Spinelli e come Curzio Maltese che hanno confermato molto rapidamente tutti i pregiudizi che erano stati fatti sulla loro candidatura.

Tiberio Caio Gracco

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