Perchè il razzismo "piace" agli europei e agli italianiTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Perchè il razzismo “piace” agli europei e agli italiani

In questo periodo di crisi abbiamo assistito in tutta Europa, e anche in Italia, all’emergere di movimenti politici xenofobi, più o meno apertamente razzisti, e che cercano di incanalare la rabbia delle pance piene dei cittadini contro obiettivi costruiti e facilmente attaccabili, vedi gli stranieri, gli zingari, i migranti e la categoria che ritorna dei “parassiti”. E tale modo di fare politica sembra piacere eccome, con le istituzioni che, ancora una volta, preferiscono non prendere posizione. 

Il trucco è molto semplice: si prende un Paese sconvolto dalla crisi economica e dalla sfiducia nel futuro, si fanno cuocere a fuoco lento milioni di disoccupati, precari e quant’altro, e poi quando la temperatura raggiunta sembra propizia si offrono soluzioni facili, immediate e che sembrano praticabili in pasto a quella stessa popolazione innervosita dalla crisi economica. I dati lo dicono chiaramente: in Italia il lavoro non manca per colpa degli immigrati. Così come i dati suggeriscono anche come sia del tutto falso sostenere che negli ultimi anni il crimine sia aumentato a causa degli immigrati, ma a chi fomenta la popolazione su questi temi la verità non interessa. La loro è una comunicazione di tipo irrazionale che parla alla pancia, del resto anche nella Germania di Weimar probabilmente nessuno riteneva davvero, almeno agli inizi della presa del potere da parte di Hitler, che gli ebrei fossero i responsabili della prostrazione economica di Berlino. Eppure tutti furono disposti a credere a questa narrazione perchè l’altra narrazione, quella che fornivano ad esempio i comunisti suggerendo di prendersela piuttosto con gli interessi imperialistici e con gli speculatori. Invece i tedeschi preferirono affidarsi a chi forniva facili bersagli da gettare sul piatto per soddisfare gli appetiti della folla, e questo modo di creare consenso è resistito nel tempo arrivando sino a noi e riesplodendo nel corso delle crisi economiche, quando l’esasperazione delle persone aumenta. In italia dove la crisi economica ha colpito molto duro la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi e basta sfogliare un giornale a caso oppure farsi un giro sui social network per constatare come la rabbia degli italiani sia alle stelle. Rabbia contro i politici, certo, ma la rabbia viene espressa anche e soprattutto nei confronti di determinate categorie di persone con la politica che al posto di prendere le distanze da questo modo di fare preferisce gettare benzina sul fuoco, vedo l’operato della Lega Nord con Matteo Salvini. Da un lato infatti Salvini accende la retorica anti-Euro e anti banche, (lo facevano anche Hitler e Mussolini all’inizio), dall’altro però si tratta solamente di una critica generica al sistema mentre invece le soluzioni suggerite contro “parassiti”, “migranti”, “zingari” e quant’altro sono molto pragmatiche e stringenti. Sembra quasi che si offra a gente innervosita dalla situazione economica una valvola di sfogo sociale. Così in molti sentendosi impotenti e incapaci di cambiare le regole dell’economia e della società, che vengono percepite sempre più come distanti e immutabili, preferiscono almeno migliorare la propria quotidianeità combattendo almeno la “guerra tra poveri”. Così l’italiano medio non si indigna nemmeno più per la camorra, la mafia e gli appalti milionari alle spalle della cittadinanza, bensì si indigna per due zingari che rubano una macchina o per due marocchini che vengono pizzicati a fingersi invalidi per rubare la pensione, si preferisce cioè concentrarsi sul dettaglio ignorando il piano generale. E il fatto ancora più grave è che questo non accade ai margini della società, “dal basso” cioè, bensì viene quasi fomentato dall’alto, con partiti come la Lega Nord che hanno alle spalle una storia decennale di battute xenofobe e intolleranti. Così tutti si sono già dimenticati di Renzo Bossi, di Belsito, di Salvini che fa politica da 20 anni ma si finge una verginella, e preferiscono al contrario votare questi stessi personaggi perchè hanno il “coraggio” di prendersela con zingari e parassiti. Insomma la Lega e lo specchio di una politica che ormai ha rinunciato a migliorare l’uomo e anzi sfrutta i lati più retrivi dell’uomo per fare politica.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Un commento

  1. Carlo Robetti

    Ci sono associazioni , con dipendenti stipendiati , che alleviano la sofferenza degli zingari pero’ tra i loro dipendenti stipendiati non c’e’ uno zingaro . I dirigenti rossi , con la scusa di aiutare i piu’ deboli , assicurano a loro stessi ed ai loro amici stipendi e pensioni . Lo sciacallaggio della sinistra italiana spinge nelle fauci di bestie come Salvini Matteo i cittadini culturalmente meno attrezzati.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top