Perché l’arte non spopola anche dal vivo?Tribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Perché l’arte non spopola anche dal vivo?

Perché l’arte non spopola anche dal vivo?

Klimt, Picasso e Dalì vanno per la maggiore. I più audaci propongono Frida Kahlo. Dove? Su facebook. Parlare di opere sui social network fa bene all’arte?

Fonte: Oltremedianews

Da qualche giorno sulle bacheche di face book, un nuovo tormentone. Si chiama la #settimanadellarte. Ribilanciare l’ago culturale, pericolosamente inclinato verso la tendenza selfie, le foto da soli fatte con autoscatto, è facile in questo periodo. Diventare improvvisamente mecenati di un artista o di un altro, finalmente si può. Colorarsi qualche attimo e sorprendersi davanti a quadri virtuali di amici e conoscenti, questo il risultato.

L’intestazione è la seguente: “Questo è un gioco per mantenere viva l’arte. Clicca mi piace e io ti assegnerò un artista. Non importa se non conosci le sue opere , cerca su internet, scegli quella che ti piace di più e pubblicala”, così clicchi un like e aspetti il tuo artista. Se lo conosci ti esibisci anche con un po’ di biografia o qualche commento, altrimenti Wikipedia sarà tua alleata e trasformerai la figuraccia in una buona occasione per scoprire qualcosa di nuovo.

Come spesso accade, il seguito è stata un’onda di tzunami che ha reso tutti impazienti di avere la propria opera d’arte. Più poetico della “settimana Disney”, meno intrigante di “vado 479383 mesi a…” che spesso riappare sulle bacheche delle donne, confondendo partner e spasimanti.

Avere il bacio di Munch è così romantico, i girasoli di Van Gogh così vitale e si riscopre anche l’ossessione verso il corpo e le sue debolezze di Schiele. Autori del passato ma sempre attuali come Raffaello e nuovi orizzonti come un fermo immagine della video arte di Bill Viola, si vede di tutto scorrendo la galleria virtuale.

Gli addetti al settore culturale/artistico non sanno bene se lamentarsi o entusiasmarsi. Quelle immagini sembrano “rubate”. Ma se si fa un parallelo con la pirateria dell’audiovisivo, dove risultano le persone che scaricano più streaming gratuito, quelle più interessate ad andare al cinema e pagare il biglietto; allora si riscoprirà un mondo di appassionati che pubblica su facebook rubacchiando immagini dal web ma che ,magari, compra anche libri di arte ai figli. Non bisogna essere sempre negativi nei confronti delle esplosioni della rete, queste portano a conoscenza di un argomento il più largo numero di persone possibile.

Molto meglio se Mimì#95 vedrà per la prima volta quello strano mucchio di colori sparsi su una tela, tutto di positivo. Ma sicuramente saranno anche i cultori della materia a scambiarsi idee, ricordi di esposizioni o esperienze. Potrebbe essere una possibilità per far venire voglia di andare ad una mostra, per prendere già il biglietto per la prossima Biennale di Venezia, lo spunto per costruire il proprio personalissimo “palazzo delle esposizioni”.

Unica accortezza: non amate l’arte solo una settimana, immergetevi in essa tutta la vita.

 Veronica Di Benedetto Montaccini

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top