Perché “NO” all'inceneritoreTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Perché “NO” all’inceneritore

Oggi in piazza ad Albano per la chiusura della discarica e dire “no” all’inceneritore. Le richieste del Coordinamento e l’iter giudiziario degli ultimi anni. 

Fonte: Oltremedianews

Ad Albano per dire “NO” alla discarica di Roncigliano e al progetto dell’inceneritore. Il corteo partirà alle 15 da Piazza Mazzini, ad Albano.

Progetto risalente al 2007, che servirebbe per lo smaltimento dei rifiuti. Immediatamente si è costituito un Comitato, “No Inceneritore” dal nome, Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano.

Nel comunicato degli organizzatori si legge: “Ancora una volta saremo in piazza per la revoca dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2009 sul progetto dell’inceneritore, la caratterizzazione interna della discarica e la revoca del decreto Clini che ha sdoganato lo sversamento dei rifiuti romani nella discarica di Roncigliano, portando velocemente alla saturazione del VII invaso. Vogliamo inoltre sanzioni per la gestione dell’umido che provoca l’avvelenamento dell’aria nei dintorni della discarica.”

Il Coordinamento ha indicato più di una volta la strada da seguire: “L’unica soluzione contro discariche ed inceneritori è la raccolta differenziata, che permetta un effettivo riutilizzo e riciclo dei materiali e una produzione industriale che riduca a monte la produzione dei rifiuti”.

Non sono stati rispettati gli accordi: “Cerroni, Acea, Ama tentano ancora di ottenere gli incentivi di stato (ex CIP 6) per costruire l’inceneritore. La loro nuova richiesta pende tuttora presso il GSE-MINISTERO dello sviluppo economico. Dopo il presidio di luglio i cittadini organizzati nel Coordinamento dovevano essere riconvocati al ministero per settembre, siamo quasi a novembre e nulla si vede all’orizzonte.”

“Dal 2010 e poi nel biennio 2011/2012, l’ARPA e l’Ecocontrol stessa, ditta di fiducia di Cerroni, hanno accertato sforamenti di inquinanti organici (cloroformio, benzene, tribromomretano, dibromoclororometano) e inorganici (ferro, arsenico,fluoro,manganese) nei pozzi spia della discarica di Roncigliano. Questa situazione fa venire meno le basi dell’AIA DEL 2009 ed impone a regione e comune l’avvio di una caratterizzazione interna alla discarica che porti alla chiusura del sito e alla sua bonifica.”

Accuse contro il modus operandi: “Le esalazioni venefiche rilevate con particolare forza negli ultimi mesi dalla discarica, che hanno comportato almeno 30 referti medici emessi da più pronto soccorso del territorio (Albano, Pomezia, Aprilia) provano l’assenza o l’insufficienza del TMB (trattamento meccanico biologico) della Pontina Ambiente e l’utilizzo fuori legge del VII invaso”.

I cittadini avanzano delle richieste“La Regione deve rivedere e cancellare l’AIA del 2009, Regione e Comune devono, finalmente, procedere alla caratterizzazione interna della discarica” – e ancora – “Cerroni e soci non hanno alcun diritto su quegli incentivi, il Ministero di Zanonato deve chiudere questa storia” – come ultima pretesa – “Va punita la Pontina ambiente, va fermato il flusso dei compattatori AMA da Roma e va definitivamente cancellato il Decreto Clini”.

Il Coordinamento denuncia l’illegale rialzamento dei margini del sesto invaso della discarica. (Foto)

http://www.noinceneritorealbano.it/index.
Richieste conseguenti ad una prima battaglia vinta. Il 29 dicembre del 2008 la CoEMa, la ditta che gestisce la discarica ha delimitato il perimetro con una recinzione. L’amministrazione comunale di Albano tuttavia ha commissionato uno studio sull’area all’Istituto Superiore di Sanità nel tentativo di bloccare la costruzione della struttura. Ed i comitati sono ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale contro la procedura autorizzativa dell’impianto.

Il progetto è stato bloccato ad Ottobre 2010, a seguito della vittoria al TAR del Coordinamento Contro l’Inceneritore. Per questo motivo il proprietario della discarica, Manlio Cerroni, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la regione Lazio ritenendola responsabile della sconfitta

La discarica di Roncigliano è stata aperta illegalmente agli inizi degli anni ottanta, in una zona all’epoca interessata da colture viti-vinicole. Fu in seguito autorizzata e concepita come impianto da un massimo di sei invasi, ma nel dicembre del 2007 è stata diffusa la notizia della costruzione del settimo invaso.

Prima di arrivare al biocidio, forse, una strada da percorrere ci sarebbe.

 Nicola Gesualdo

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