Perchè proprio la Siria?Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Perchè proprio la Siria?

Primavere Arabe? rivolta contro il tiranno? Oppure c’è dell’altro dietro la guerra civile in Siria? Di certo Damasco era un nemico potenziale dell’Occidente da un punto di vista geopolitico da molto tempo, e in tanti sapevano che prima o dopo Washington avrebbe fatto qualcosa a riguardo. Ma perchè proprio la Siria? 

Come mai proprio la Siria? Come mai tra i tanti tiranni reali che esistono in questo povero mondo l’unico contro cui si è scatenata una rivolta è guardacaso anche uno dei pochi uomini politici sgraditi a Washington? E perchè? Domande a cui è possibile provare ad abbozzare una risposta, e ci proveremo. Innanzitutto era dall’inizio del XXI secolo, da quando cioè gli Usa invasero l’Iraq, che in molti ipotizzavano che la Siria sarebbe potuto essere il prossimo paese nelle mire della Casa Bianca. Alleato di Russia (e Urss prima) e Iran, chiaramente Assad rappresentava un nemico dal punto di vista geopolitico, e come sappiamo quando gli Usa iniziano a ritenere qualcuno un “nemico” azionano vari apparati, da quello mediatico a quello militare per destabilizzarlo.

Innanzitutto bisognerebbe sapere che la Siria è un paese molto differente dagli altri Stati arabi e che prima del 2011 era considerato un paese ricco e di grande cultura, dove peraltro musulmani e cristiani vivevano in pace da diversi secoli. Tutto questo però agli intellettuali radical chic non interessava quando si trattava di fomentare la guerra civile e di dipingere il governo di Damasco come un nuovo Moloch simile al nazismo. Oggi la Siria, anche se sarebbe meglio dire la Repubblica Araba di Siria, è distrutta da oltre quattro anni di guerra e ci vorranno almeno due decenni per ritornare agli standard precedenti. Quello che pochi sanno però è che la Siria è da sempre un paese aperto all’Occidente ed è anche l’unico paese arabo con una costituzione laica. La legge islamica infatti è incostituzionale. Eppure tutto questo i nostri media non lo dicono e non lo hanno detto, preferendo parlarci positivamente di paesi come Turchia e Israele, solo per fare un esempio. Prima del 2011 inoltre la Siria non aveva mai conosciuto guerre o conflitti interni, questo perchè ogni confessione e minoranza era rispettata adeguatamente dal potere centrale.

In pochi sanno inoltre che la Siria è  l’unico paese che ha ammesso i rifugiati iracheni senza nessuna discriminazione politica, religiosa o sociale. Singolare anche in questo caso che i media non lo abbiano detto, preferendo parlare di Assad come un “macellaio del suo stesso popolo” peraltro sulla base di veline che arrivavano da famigerati osservatori basati a Londra. Pochi sanno inoltre che la famiglia del presidente Bashar al-Assad appartiene agli alawiti, ovvero un ramo dell’Islam sciita e che in passato la Siria ha fornito ben tre papi di origine siriana, ennesimi esempi della tolleranza religiosa che si viveva in Siria. Non a caso in tutti i paesi arabi la popolazione cristiana rasenta l’1% del totale contro il 10% in Siria, segno che evidentemente questa terribile “dittatura” rispettava le minoranze religiose meglio di alcune “democrazie”. Non solo, in Siria le donne non hanno l’obbligo di coprirsi il volto con burqa o chador, segno della modernità del Paese, e soprattutto dispongono degli stessi diritti degli uomini in materia di salute e istruzione.

Ma veniamo al nocciolo: la Siria  è l’unico paese del Mediterraneo che ancora possiede la compagnia petrolifera. Dato che Damasco non ha mai voluto privatizzarla, vuoi vedere che è proprio questo uno dei motivi che hanno indotto gli Usa ad appoggiare un “regime change” qui? Anche perchè la Siria dispone di 2500 milioni di barili e la sensazione è che l’Isis abbia proprio la funzione di privare Damasco di  questo petrolio. Non solo, la Siria  è l’unico paese arabo che non ha debiti con il Fondo monetario internazionale.

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