Piazza della Loggia. Giustizia tardiva è fattaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Piazza della Loggia. Giustizia tardiva è fatta

La seconda sezione della Corte d’Assise d’appello di Milano ha condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, ex militanti neofascisti per la strage di piazza della Loggia con una bomba che seminò morte durante un comizio dei sindacati. Una sentenza che fa emergere quel “filo nero” che univa l’estrema destra e servizi segreti.

Giustizia, anche se tardiva, finalmente è fatta. Certo, ripensare a quel giorno, il 28 maggio del 1974, quando una bomba nascosta in un cestino esplose durante un comizio dei sindacati causando 8 morti e oltre un centinaio di feriti. Una strage tremenda che si inseriva nel contesto di alta tensione degli anni ’70 italiani, con stragi di Stato e terrorismo nero che seminarono morte già a partire da piazza Fontana nel 1969, proseguendo poi per l’Italicus e per la terribile strage della stazione di Bologna nel 1980. Una stagione stragista che rappresenta il capitolo più tetro della storia italiana, un capitolo ancora pieno di ombre e che nessuno forse ha voluto realmente dissipare. Oggi però qualcosa in più è successo, stiamo parlando della sentenza della seconda sezione della Corte d’assiste d’appello di Milano che ha condannato Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, ex estremisti neri, all’ergastolo. Maggi è stato condannato come mandante della strage, Tramonte come collaboratore e depistatore. Facevano parte della cellula veneta di Orine Nuovo che è stata al centro delle indagini delle autorità per tutto il periodo 1969-1974 e che in qualche modo è sempre riuscita a uscire indenne dalle indagini. Del resto Maggi era stato processato e assolto anche per la strage di piazza Fontana ma tutti sapevano che c’era qualcosa di molto torbido dietro quei fatti di sangue.

Un periodo di legami oscuri tra estrema destra e servizi segreti, legami che la sinistra e il Pci avevano denunciato ma che non trovarono conferme, fino a oggi appunto. Un periodo stragista come quello nel quale venivano piazzate bombe per uccidere nel mucchio poteva servire a favorire una svolta autoritaria, anche per questo sarebbe importante riuscire a ricostruire effettivamente mandanti, esecutori e obiettivi di quel terrorismo nero. Ma una cosa è certa, fino a oggi nessuno era riuscito a dimostrare la colpevolezza degli estremisti neri in quanto tutte le condanne erano state poi cancellate in appello e in Cassazione. Secondo diverse fonti questa volta le due condanne all’ergastolo non verranno annullate anche perchè quando i giudici della Suprema Corte accettarono le assoluzioni degli altri imputati, tra cui Delfo Zorzi di Orine Nuovo, Francesco Delfino generale dei carabinieri e l’ex segretario dell’Msi Pino Rauti, non ritennero invece di giudicare accettabile l’assoluzione di Maggi e Tramonte. Per questo ordinarono un nuovo appello, quello conclusosi con il doppio ergastolo ai due imputati. Come sottolineato anche da “La Stampa” tali sentenze faranno storia in quanto hanno sancito in modo insindacabile, e per la prima volta, i legami oscuri tra Ordine Nuovo e i servizi segreti nel periodo stragista. Per molti però non ci voleva la conferma della legge per capire di chi furono le responsabilità di quel periodo.

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