Pioggia di bombe su Gaza, ci sono morti tra civiliTribuno del Popolo
mercoledì , 16 agosto 2017
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Pioggia di bombe su Gaza, ci sono morti tra civili

Sono stati decine i raid dell’aviazione israeliana contro la Striscia di Gaza. L’obiettivo ufficiale di Tel Aviv era quello di colpire Hamas, ma i velivoli israeliani hanno seminato morte e distruzione anche tra i civili. E ora la minaccia dell’invasione via terra è reale.

Decine e decine di bombe su Gaza, un copione già visto che però, ciclicamente, ci viene cinicamente riproposto. I motivi che spingono Israele a colpire sono sempre diversi, questa volta a originare l’escalation è stato il rapimento di tre giovani coloni poi ritrovati morti in Cisgiordania, e tutti si sono già dimenticati del giovane 16enne palestinese ucciso per rappresaglia da alcuni israeliani nazionalisti, peraltro poi subito arrestati. L’obiettivo ufficiale dei raid dell’aviazione israeliana erano le postazioni di Hamas, ritenuta colpevole dei lanci quotidiani di razzi verso le postazioni israeliane, ma le bombe hanno colpito anche case di civili, come a Khan Younis, dove una bomba ha tranciato una casa provocando una strage. Tel Aviv ha lanciato l’operazione “Margine di protezione” in risposta ai missili che vengono lanciati da Gaza verso Israele, ma ancora una volta svetta l’enorme sproporzione di mezzi tra le due parti, con i razzi palestinesi che vengono intercettati e quasi mai provocano danni e le bombe israeliane che hanno già ucciso 27 persone di cui 17 civili e ben sette ragazzi, oltre che un centinaio di feriti. Da una parte i lutti dunque, dall’altra solo la paura con le sirene antimissile che sono risuonate a Gerusalemme, Tel Aviv e Haifa, oltre che nel deserto del Neghev. E ora sull’onda dell’isteria, ecco che Israele potrebbe anche avallare una offensiva di terra sulla Striscia, e infatti sono già stati richiamati alle armi ben 40.000 riservisti. Il premier israeliano inoltre ha dichiarato che l’azione contro Hamas è l’unica possibile per riportare la sicurezza nella regione. Secondo Netanyahu sono stati gli estremisti palestinesi a scegliere l’escalation, quindi ancora una volta si sceglie di accusare il nemico addossando su di lui ogni colpa, con il risultato che le possibilità di una distensione sono sempre più tenui.

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