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venerdì , 26 maggio 2017
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Pippo Civati: “Con Bersani il Pd ha abbandonato Tafazzi”

Il giovane consigliere regionale lombardo definisce politicamente discutibile l’annunciata discesa in campo di Monti. E apre agli arancioni: “se servissero voti al Senato…”

Fonte: Oltremedianews.it

civati

Onorevole Civati, tra primarie per il leader, primarie in Lombardia, primarie per i parlamentari sembra che il Pd non stia sbagliando una mossa. La sinistra ha archiviato la sindrome Tafazzi?

Si, Tafazzi non è più tra noi. C’è ancora del tafazzismo nella scelta della data delle primarie dei parlamentari, che secondo noi si potevano fare a gennaio. In ogni caso, ho visto una grande apertura da Bersani, che è stato in grado di interpretare questo passaggio delicato. Io sostengo le primarie da tempo, all’inizio eravamo in pochissimi a dirlo, ma alla fine abbiamo avuto ragione noi.

Le regole la soddisfano e possono garantire il cambiamento?

Sarei stato più aperto sulla questione della riapertura dell’albo. Qualcuno ha poi proposto il voto online, ma va sperimentato e la fretta non aiuta. Molto bene la ripartizione uomo donna, forse la lista bloccata è un pò lunga

A proposito di voto online. Le parlamentarie di Grillo le sono piaciute?

Ogni occasione di confronto con gli elettori è comunque salutare ma rifiuto il giochino contro le nostre: bisogna farsi i conti in casa propria. Stavolta mi sembra che Grillo abbia scelto una strada molto verticistica. Insomma, se l’avessimo fatto noi ci avrebbero preso a forconate.

Lei ha annunciato che si candiderà a Monza. Cosa vuole dire ai suoi elettori? Quali i punti su cui si batterà se eletto?

Innanzitutto ribadisco che mi candido solo perché ci sono le primarie, altrimenti non mi sarei presentato in una lista bloccata. La mia battaglia sarà quella di cambiare la legge elettorale all’inizio e non alla fine come spesso accade. Io in tempi non sospetti ho pubblicato un libretto(Dieci cose buone per l’Italia che la sinistra deve fare subito, ndr) con alcuni temi che cercherò di interpretare. Penso che il ruolo del parlamentare sia quello di fare battaglie specifiche.

Capitolo Monti. Pensa anche lei che sia moralmente discutibile una sua candidatura o un suo endorsement?

Direi politicamente discutibile, di immoralità ne ho vista tanta ma da altre parti. Il punto è che lui nasce da arbitro, da uomo super partes, e se si candidasse rovescerebbe quel modello.

Fra qualche giorno scenderanno in campo gli arancioni di De Magistris e Ingroia, che hanno lanciato l’appello “Io ci Sto”. Promettono di attingere dall’antipolitica e dall’astensionismo. Ci sono margini di dialogo?

Dialogo sicuramente, curiosità pure, con grande rispetto e attenzione. Anche se mi pare che vi siano al loro interno diverse anime e qualche opinione diversa.

E se servissero voti al Senato…?

Si chiederebbero con piacere a personalità come De Magistris… il sindaco di Napoli, da cui io mi sento rappresentato. C’è da dire, però, che non è ancora chiara la piattaforma.

La presenza di Ingroia, dopo lo scontro con il Quirinale, può essere un ostacolo rispetto al rapporto con il centrosinistra?

Beh, diciamo che non aiuta..

 Giacomo Montis

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