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domenica , 22 ottobre 2017
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“Più Europa” uguale meno democrazia

La crisi viene utilizzata dal potere politico per scatenare un brutale attacco alla democrazia politica, inseparabile dal tentativo di imporre una battuta d’arresto nei diritti e nelle conquiste sociali dei lavoratori e dei popoli.

Traduzione a cura di Marx21.it

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Con l’accentuazione del processo di concentrazione e centralizzazione del capitale nell’UE, le grandi potenze e i monopoli capitalisti che lo controllano tentano di distruggere le sovranità nazionali e quello che dovrebbe essere un regime democratico, per instaurare un regime autoritario. Le misure, azioni, tentativi e progetti che pretenderebbero di “salvare” l’euro e l’UE mirano a trasferire il potere politico degli organi di sovranità nazionale alle cosiddette “istituzioni europee”, svuotandone le competenze, esautorando i popoli dall’esercizio del potere, limitando e anche impedendo la loro partecipazione nei processi politici, per imporre sempre di più una politica contraria ai loro interessi e aspirazioni.

La sottomissione e la tutela degli stati nazionali da parte del potere politico – di cui il patto di aggressione delle troike nazionale e straniera è solo un esempio – mirano alla distruzione dei meccanismi di controllo dell’esercizio del potere politico che la lotta dei lavoratori e dei popoli ha conquistato in ogni paese alle borghesie nazionali.

Si tende a impedire la partecipazione diretta dei popoli nei processi politici e li si priva in modo crescente dei meccanismi di controllo del potere politico – persino con la distruzione dei meccanismi esistenti –, per assicurare la propria impunità.

Si vuole imporre modelli politico-istituzionali “funzionali” basati sulla sottrazione delle sovranità nazionali e sulle inevitabilità politiche, economiche e sociali, mai confermate, discusse e chiarite, ma, al contrario, smentite dalla realtà e dalle contraddizioni insanabili che sono proprie alla natura del capitalismo.

Vogliono imporre un modello unico che emargini o elimini le opposizioni, non attraverso la brutalità degli “stivali chiodati” del passato dominio fascista, ma attraverso l’egemonia ideologica che sta creando strumenti politici – come la stessa UE – per assicurare il dominio di classe.

In questo senso va il rafforzamento del potere delle grandi potenze nel Consiglio Europeo, nel Parlamento Europeo e nella Commissione Europea. O la sottrazione della politica monetaria a favore della Banca Centrale Europea e della sua falsa indipendenza – senza mandato né controllo democratici. O il tentativo di imporre le proprie priorità nei bilanci di ogni paese, sottraendo tale competenza ai parlamenti nazionali, imponendo in forma diretta i propri interessi di classe. E anche il tentativo di togliere prerogative al potere locale democratico, ridurre il numero dei municipi e delle province, limitare la loro capacità di iniziativa, con lo strangolamento delle loro finanze. E anche la limitazione del diritto di sciopero, di azione e organizzazione dei lavoratori nelle imprese.

Un effettivo regime di libertà, democrazia e partecipazione politica e sociale è inseparabile dall’esistenza di condizioni materiali e culturali per il loro esercizio e dall’uguaglianza di diritti, doveri e opportunità. L’impoverimento e lo sfruttamento crescente dei lavoratori e degli altri ceti popolari, le limitazioni all’esercizio di diritti fondamentali nei settori della sicurezza sociale, della salute, dell’educazione, dell’abitazione, della cultura si ripercuotono nella perdita di libertà fondamentali, in limitazioni alla partecipazione e all’attività politiche e alla libertà del popolo di poter decidere sul proprio destino. Sa bene questo potere politico che l’esautorazione e la limitazione della partecipazione nell’esercizio del potere è condizione per perpetuare questa politica e prolungare lo sfruttamento.

Nell’agire in questo modo, cercando di distruggere le sovranità nazionali e i regimi democratici, mette in causa la sua legittimità. Il potere politico emergente nell’UE si scontra ancora di più con gli interessi e le aspirazioni delle classi popolari. Spetta ai lavoratori e al popolo sconfiggere questa politica e restituire la legittimità a chi effettivamente la possiede.

Le conquiste di domani saranno difficili, ma sono possibili e necessarie. Non conquisteremo nulla senza molto sudore, lacrime e sangue. Ci incoraggia essere dalla parte giusta della barricata della lotta di classe: a fianco della classe operaia e di tutti i lavoratori. Ci incoraggia il sentimento patriottico e la difesa degli interessi e delle aspirazioni del nostro popolo. Ci incoraggia voler farla finita con lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, senza la cui eliminazione non sarà possibile una società veramente democratica.

di Mauricio Miguel | da “Avante”, settimanale del Partito Comunista Portoghese

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