Politica Vs Economia, lo scontro che sta decidendo il destino del mondoTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Politica Vs Economia, lo scontro che sta decidendo il destino del mondo

Politica Vs Economia, lo scontro che sta decidendo il destino del mondo

Si parla ormai solo di crisi economica, una crisi su cui i singoli governi non possono più nulla. Tutto è interconnesso, ci dicono, tutto globalizzato, e quindi si è consumata la vittoria dell’economia sulla politica, ormai diventata vuota e priva di alcun potere decisionale. Ma questo processo non è irreversibile, sempre se lo si voglia interrompere…

Nel Medioevo la misurazione del tempo era un lusso riservato ai potenti. Il popolo obbedisce al tempo imposto dalle campane, dalle trombe e dagli olifanti.“, lo scriveva il noto medievista Jacques Le Goff che meglio di altri ha saputo cogliere uno dei nodi che permangono irrisolti nell’analisi della realtà che ci circonda. Ai tempi del Medioevo la vita dell’uomo era scandita letteralmente dalla religione e dalle incombenze comunque collegate a un ristretto nucleo di individui che organizzava la società e il suo tempo a proprio piacimento. Le cose da allora sono cambiate, certo, ma non così tanto come si potrebbe pensare. Infatti a essere realmente padroni del proprio tempo ancora oggi sono circa il 5, forse il 10% della popolazione mondiale, il restante 90% si trova a districarsi in regole non decise in alcun modo da lui, a subire una organizzazione del proprio tempo che viene imposta dall’alto sull’onda vuoi della tradizione, vuoi della consuetudine. Se un tempo era la religione a decidere le regole dello stare insieme, e ovviamente era legata a doppio filo alla Politica, oggi assistiamo allo svuotamento totale della Politica, diventata mera ancella dell’Economia, una sorta di moderno Dio cui tutto soggiace senza potersi opporre. Parole come “Spread“, “inflazione”, “deflazione”, “bond“, sono entrare nella vita di tutti i giorni con prepotenza, parole che incutono timore un pò come il latinorum di memoria manzoniana nella storia medievale e moderna. Come i dotti dell’epoca che pontificavano parole in latino mostrando al volgo la propria erudizione, e assumendone quindi la guida spirituale e politica, oggi esperti di economia decidono le leggi del mondo permettendosi di ricattare governi, violare sovranità, decidere il futuro di un popolo. Ed esattamente come allora la gente è costretta a seguire i loro diktat in quanto si parla di una materia che non riesce a governare, di una materia “superiore” che viene divulgata come tale, come un qualcosa che sta al di sopra e che si subisce, agendo di conseguenza. Così i singoli paesi possono o non possono fare una politica sulla base del giudizio dei mercati e degli investitori allo stesso modo, passateci il paragone forse un pò tirato, di quello che facevano i chierici nel medioevo che consigliavano i sovrani in un senso o in un altro.Il nodo gordiano a nostro modesto giudizio è proprio questo, individuare nella lotta tra politica ed economia la lotta che sta plasmando il nostro mondo laddove per “politica” possiamo intendere il tentativo dell’uomo di sedersi a un tavolo e trovare in modo democratico, dittatoriale o collegiale delle soluzioni ad un problema, mentre per “economia” possiamo intendere le leggi che regolano il funzionamento di un sistema di cooperazione tra gruppi umani più o meno complessi. Quando la politica prevale sull’economia, come dovrebbe essere e come è stato per un breve periodo, ecco che ogni singolo paese ha sulla carta la possibilità di decidere cosa fare qui e oggi per il proprio utile sulla base di criteri più o meno oggettivi. Quando al contrario è l’economia a prevalere sulla politica ecco che i processi decisionali si “staccano” dal mondo reale e si torna a una dittatura aleatoria di fattori incontrollabili che ovviamente portano utili ai “chierici” dell’economia portando il resto del mondo a subirla come una sorta di Dio dispettoso da dover accontentare. Tutto questo però non è inevitabile anche se qualcuno ha tutto l’interesse a far credere che lo sia. I cittadini di un Paese potrebbero anche decidere di volersi riprendere la sovranità e di voler tornare a venerare il “tempio” della politica piuttosto che quello dell’economia, ma è chiaro che questo non potrà avvenire fin tanto che non si affronterà seriamente il tema.

Gb

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