Politiche 2013, il Governo cerca una soluzione per i 25.000 studenti esclusi dal voto | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Politiche 2013, il Governo cerca una soluzione per i 25.000 studenti esclusi dal voto

Si cerca ora di rimediare, fuori tempo massimo, alla clamorosa “svista” a danno di chi è impegnato con il progetto Erasmus.

Tratto da Oltremedianews.com

erasmus


Durante la scorsa settimana, in una campagna elettorale sempre più serrata, dai “social network” si è levata una protesta:diritto di voto negato agli studenti Erasmus.

Potrebbe sembrare surreale, a prima vista, per non dire di peggio, ma è proprio così: gli studenti che si troveranno, infatti, temporaneamente all’estero per ragioni di studio non avranno alcuna possibilità di votare per le elezioni del 24-25 febbraio prossimo, salvo naturalmente rientrare in Italia.

Che possa trattarsi di un errore non voluto oppure, forse, di un qualcosa che alla fine fa comodo a “qualcuno”, non cambia nulla: ledere il diritto di voto, sancito dalla Costituzione all’articolo 48, è di fatto una palese ed inaccettabile ingiustizia, oltre che, forse, il più rilevante “vulnus” costituzionale che si possa concepire, considerando soprattutto che le condizioni  economiche della maggior parte degli studenti oggi rendono assai arduo ipotizzare un rientro ad hoc in Italia.

Tuttavia sembra che adesso Monti starebbe finalmente cercando una soluzione, ammesso che sia ancora possibile, dopo leproteste giunte anche dal Partito Democratico e dal Pdl oltre a quelle precedenti del presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) Marco Mancini. A confermare il pericolo di esclusione dal voto degli studenti all’estero erano state sabato le parole del  ministro dell’ Interno Annamaria Cancellieri che confermava invece l’impossibilità di votareper gli stessi a causa dell’assenza dei tempi tecnici perché “ci vorrebbe una legge che non è mai stata fatta”.
Il premier uscente, dal canto suo, avrebbe chiesto, nella giornata di ieri, comunque un impegno delle istituzioni al fine di trovare una soluzione. Tra i possibili rimedi si profilerebbe adesso la possibilità di estendere gli sconti sui viaggi aerei con una riduzione del 70% del prezzo dei biglietti.

Non percorribile invece l’ipotesi di voto per corrispondenza, gli studenti che temporaneamente risiedono all’estero non sono infatti compresi nella lista di coloro che possono beneficiare del voto per corrispondenza e quindi voto negato agli studenti Erasmus alle politiche 2013. Potranno votare per corrispondenza, inviando per posta la scheda elettorale (entro il 21 febbraio), solo “gli italiani residenti da più di un anno al di fuori del nostro paese”, recita il decreto-legge 18 dicembre 2012 n. 223, che disciplina le modalità di svolgimento del voto all’estero per le elezioni 2013. Infatti, solo per coloro che sono iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani all’Estero (dove l’iscrizione è possibile dopo 12 mesi di permanenza all’estero), è contemplata questa possibilità; l’unica eccezione prevista dalla legge, all’articolo 2, riguarda “gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio e i professori e ricercatori universitari”.

Quello dell’esclusione degli studenti Erasmus dal voto non è affatto un fenomeno irrilevante dal punto di vista numerico. In primo luogo, perché secondo le stime del 2010-2011, le ultime ufficiali, sarebbero 22mila, gli studenti italiani partiti nell’anno accademico 2010-2011, per andare a studiare negli università di Spagna, Francia e Germania oppure per fare un tirocinio all’estero. Si sono mossi soprattutto dalle università del nord (Bologna in testa) e sono rimasti “fuori casa” in media 6,8 mesi con un contributo comunitario mensile di 230 euro. Inoltre la legge esclude anche “tutti coloro che per lavoro o per le più svariate ragioni personali si troveranno il 24 e 25 febbraio fuori dall’Italia”.

Considerando poi come nel passato sia già accaduto che una coalizione (nello specifico quella di Prodi) vincesse le elezioni
con uno scarto di soli 25 mila voti, non ci si può non accorgere di come il problema non vada assolutamente liquidato con leggerezza, per non parlare del fatto che già sono molti i paesi che prevedono modalità di voto alternativo per i cittadini temporaneamente all’estero. Secondo le testimonianze degli studenti stranieri che si trovano in Italia, diversi sono i paesi europei, e non, che consentono il voto per corrispondenza. Così è, ad esempio, per Gran Bretagna, USA e Germania, così anche Spagna, Francia, Romania. E si potrebbe proseguire.

Nei giorni scorsi sì è costituita allora una pagina Facebook in cui viene data voce allo sfogo degli studenti Erasmus italiani, tutta la loro frustrazione e il loro disappunto, per una svista inaccettabile che suona sempre di più per un’omissione
scellerata
 adottata da parte di alcuni soggetti politici in campo al fine di manipolare o condizionare pesantemente l’esito del voto di febbraio. Detta pagina conterebbe già ben oltre 3000 iscritti, ed ha già lanciato una petizione online per chiedere “al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di prendere in considerazione una modifica di questa legge. Qualcosa di simile era già stato tentato dal sito IoVotoFuoriSede, che da due anni si batte per introdurre anche in Italia il voto per delega, il voto per corrispondenza o il voto in un diverso seggio. Come spesso accade, però, anche in questo caso, seppur avviato il disegno di legge, esso giace tutt’oggi in Senato.

Qualcosa ora forse si muove, i ministri incaricati da Monti di risolvere il caso il prima possibile, riferiranno nella seduta del Cdm convocato per la giornata di domani. Ma i tempi rimangono strettissimi e sono in pochi a credere che la situazione potrà cambiare in tempo utile.

Resta forte lo sconforto per una situazione che peraltro non è affatto nuova, e che sì era già verificata nelle due tornate elettorali precedenti, vale a dire già nel 2006 con Berlusconi uscente, e nel 2008 prima del ritorno del Cavaliere. Le principali forze politiche a sostegno di Monti, di Berlusconi e di Bersani magari ci pensino un po’ di più prima di riempirsi la bocca ogni giorno di “giovani” e di “questione giovanile prioritaria”, farebbero una figura leggermente più consona.

Federico Lauri

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top