Polonia. Intercettazione mette nei guai il ministro degli Esteri che si lamentava della Casa BiancaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Polonia. Intercettazione mette nei guai il ministro degli Esteri che si lamentava della Casa Bianca

Polonia. Intercettazione mette nei guai il ministro degli Esteri che si lamentava della Casa Bianca

Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, è stato intercettato durante una telefonata a un parlamentare del partito di governo Piattaforma Civica nella quale accusava di inutilità l’alleanza tra Varsavia e Washington: “E’ decisamente dannosa perchè crea un falso senso di sicurezza”.

AFP Photo

Polonia nella bufera dopo l’intercettazione telefonica che ha colpito il ministro degli Esteri di Varsavia, Radoslaw Sikorski, reo di aver confidato quel che pensava per telefono a un parlamentare del partito “Piattaforma Civica”, Jacek Rostowski.  La notizia ha fatto scalpore a causa del contenuto della telefonata e anche perchè il testo è stato pubblicato sulla rivista Wprost nella giornata di domenica. A scatenare le polemiche proprio il contenuto della conversazione intercettata che non mancherà di sollevare aspre polemiche soprattutto negli Stati Uniti. Il fatto che la Polonia sia uno stretto alleato di Washington nell’area è una sorta di segreto di Pulcinella, quello che non si sapeva è che a Varsavia n molti iniziano a chiedersi quanto convenga anche alla Polonia questa alleanza.”Sai che l’alleanza polacco-statunitense non serve a niente. È decisamente dannosa, perché crea un falso senso di sicurezza … È una stronzata totale. Andremo in conflitto con i tedeschi e i russi e noi pensiamo che tutto è super, perché abbiamo fatto un pompino agli americani. Siamo dei perdenti. Dei perdenti assoluti “, ha dichiarato Sikorski, rendendo quindi plasticamente evidente quanto venga subita l’ingombrante presenza americana. Insomma secondo Sikorski la Polonia starebbe facendo tutto quello che vuole Washington senza sostanzialmente ricevere assolutamente nulla in cambio. Non solo, il ministro degli Esteri polacco ha individuato come problema lo scarso orgoglio dei polacchi, definendo l’atteggiamento del Paese come quello di una colonia. Chiaramente il governo polacco non ha voluto commentare l’intercettazione almeno per ora, ma non ha messo in dubbio la sua autenticità. L’ambasciatore americano a Varsavia, Stephen Mull, ha invece voluto commentare per stemperare gli animi sostenendo che l’alleanza con Varsavia è molto forte.  Chiaramente i media polacchi ora stanno speculando su chi avrebbe inviato alla rivista il file con l’intercettazione, e molti sembrano pensare a una manovra del Cremlino. Del resto proprio Sikorski è un noto critico della Russia e da sempre si è battuto per una alleanza più stretta con la Casa Bianca; tuttavia dopo il 2009 cambiò idea in merito al tentativo di Washington di azzerare le relazioni con Mosca rilanciando il piano dell’impianto antimissilistico da sistemare proprio in suolo polacco. Evidentemente anche coloro che fino a poco tempo fa erano atlantisti, cominciano a spaventarsi della piega presa dagli eventi e soprattutto delle reali intenzioni della Casa Bianca.

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