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venerdì , 24 marzo 2017
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Polonia. Non credi in Dio? Non sei solo

Guerra di religione in Polonia? Atei razionalisti e cattolici al confronto delle idee sull’esistenza o meno di Dio

croce parlamento

Da ottobre 2012 sono apparsi in 27 citta’ polacche circa cinquanta pannelli pubblicitari formato gigante recanti semplici parole: Non credi in Dio? Non sei solo.Una breccia aperta nell’apparente fede assoluta ed acritica nella religione cattolica che spesso, per motivazioni storiche remote, passate e recenti, viene associata all’immagine stessa della Polonia. Un’occasione di riflessione pubblica su un tema che ha riacceso divisioni ideologiche interne e fanno emergere due visioni della società.

La prima fase della campagna si conclude a gennaio 2013, tempo comunque sufficente per scatenare un conflitto ideologico attorno a un protagonista invisibile ed intangibile ma ben presente nella vita quotidiana di molti polacchi che ne interpretano il messaggio attraverso la confessione religiosa cattolica. La campagna pubblicitaria atea razionalista e’ stata organizzata dalla Fondazione Libertà dalla Religione (Fundacja Wolność od Religii), con sede nella citta’ di Lublino che ha raccolto fondi da privati per sostenere un’iniziativa coraggiosa in un paese dove il 93% della popolazione viene considerato cattolico e dove la fede e la religione non vengono messe in discussione facilmente e sopratutto in pubblico.

Un breve colloquio con Dorota Wójcik, presidentessa della Fondazione, ha chiarito meglio il contesto dell’iniziativa. La campagna di comunicazione vuole incoraggiare il dibattito sulla percezione della religione nella vita pubblica polacca e svincolare i valori universali che dovrebbero orientare la società dalle imposizioni della morale religiosa. Una forma di protesta contro quelle politiche nazionali che rafforzano stereotipi e che di fatto contribuiscono alla marginalizzazione di quanti non si riconoscono in alcun credo religioso. Questa politica non terrebbe conto della società moderna polacca che non è uniforme come la si presenta. In Polonia, secondo il sondaggio Global Index of Religiosity and Atheism – 2012 sono presenti 2 milioni di atei ed altrettanti agnostici, scettici o generalmente laici. La Fondazione è contraria al finanziamento pubblico della Chiesa e della presenza di questa nell’istruzione pubblica; segnala l’assenza di fatto della liberta’ religiosa in quanto i non credenti possono essere intimiditi solo per il fatto di manifestare la propria identita e le proprie vedute. La Fondazione vuole rivendicare il diritto dei non credenti a contribuire alla creazione di un modello sociale polacco che tenga conto di una visione laica dello Stato. La campagna “non uccido, non rubo, non credo” incoraggia le persone senza fede religiosa a manifestarsi senza paura ed imbarazzo in un contesto sociale che ancora in parte considera l’ateismo una devianza.

Le reazioni avverse, come preventivato,non si sono fatte attendere. Dal versante clericale si registrano dichiarazioni di prelati di diverso rango. L’11 ottobre l’Arcivescovo di Czestochowa durante una cerimonia religiosa ha definito la campagna di affissioni un’offesa diretta contro Dio e la religione, frutto di una “una perdita della ragione.” L’influente magnate dei media cattolici Tadeusz Rydzyk afferma invece che proprio chi crede non è mai solo mentre la campagna di comunicazione degli atei e agnostici sarebbe portata avanti da una fantomatica centrale antievangelica come opera di satana che rovescia la verita’ e che vuole imporre i suoi simboli nei luoghi del potere politico. Il leader della onnipresente Radio Maria, invita tutti alla preghiera in una campagna di fede per la rinascita della Polonia.

atei razionalisti

L’Associazione Cattolica dei Giornalisti esprime preoccupazione per quelle che definisce“ malvagie provocazioni”. L’Azione Cattolica afferma che “Siamo preoccupati dal fatto che questi manifesti apparsi nelle nostre città feriscono direttamente la chiesa cattolica e la dottrina che questa propaga nella libera societa’ democratica”. Il partito di destra Solidarna Polska entra nella questione sostenendo che “Chi sifda Dio semplicemente lo insluta. Ogni creatura vivente, inclusa la società non puo’ funzionare correttamente senza l’aiuto divino. Dallo stesso partito sono anche commissionati cartelloni pubblicitari con il motto “Stop secolarizzazione, la fede viene prima”. Fino a qui le reazioni verbali e le offensive culturali tradizionaliste ed ultracattoliche alle quali si sono aggiunti innumerevoli e documentati episodi di vandalismo contro i cartelloni della campagna che spesso sono stati danneggiati o hanno visto trasformato il motto della campagna con “Non credi in Dio? Non sei polacco”. Il confronto ideologico tra atei razionalisti e cattolici e’ segno della trasformazione della società polacca che sembra aver iniziato a superare il credito storico di riconoscenza e la soggezione nei confronti del clero. Nuove questioni sociali ed economiche come unioni di fatto, matrimonio e diritto di adozione per coppie omosessuali, fecondazione in vitrio, educazione sessuale, finanziamento alle confessioni religiose, testamento biologico, laicità dello Stato, fine vita, ricerca scientifica entrano nel dibattito pubblico spinte dalle esigenze materiali e dal nuovo approccio non ideologico a questioni reali della popolazione.

tradizionalisti cattolici 2

L’argine alla secolarizzazione della società e ai nuovi diritti innalzato dal clero e dalla destra tradizionalista sembra avere poco futuro se si considera il profilo demografico degli elettori e l’approccio pragmatico su alcuni temi come la fecondazione assistita per la quale si registra un’inversione di tendenza che diverge dalle direttive clericali. I liberali attualmente al governo sembrano volersi tenere in equilibrio tra laicismo e tradizionalismo cattolico in un paese in larga parte ancora sensibile alle prediche degli altari delle oltre 10 mila parrocchie. La sinistra tradizionale del Partito SLD (Unione della Sinistra Democratica) non e’ stata incisiva rispetto alle esigenze dei nuovi diritti civili legati alla sfera personale e sessuale, preferendo una strategia graduale. L’ingresso in Parlamento nel 2011 del Movimento Palikot (10% dei suffragi) di ispirazione libertaria e apertamente anticlericale ha accelerato il dibattito sui nuovi diritti e liberta’. Come prima proposta che segna una rottura con la tradizione di tacito consenso precedente la proposta della rimozione della croce dal Sejm (Parlamento Polacco) in quanto violazione del principio di laicità dello Stato.In tutto questo la campagna degli atei razionalisti irrompe ad evidenziare una societa’ divisa in quella che viene genericamente definita Wojna Polsko-Polska, un conflitto civile che divide la società e che ne registra il suo fermento.

Gian Marco Mele

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