Polonia. Walesa, l'eroe dell'anticomunismo vuole l'atomicaTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Polonia. Walesa, l’eroe dell’anticomunismo vuole l’atomica

Lech Walesa, eroe dell’anticomunismo e incredibilmente Nobel per la pace, ha affermato che Varsavia dovrebbe procurarsi armi nucleari per difendersi dalla Russia. Tutto questo dovrebbe far riflettere a fondo sul concetto stesso di “pacifismo” propagandato dal mainstream occidentale. 

Una certa pubblicistica occidentale ha fatto passare personaggi come Lech Walesa come degli autentici eroi della libertà senza macchia da venerare come simboli, idoli della democrazia. All’epoca c’era “The Empire of The Evil” da sconfiggere, l’Impero del Male incarnato dall’Unione Sovietica che, secondo la propaganda occidentale, era diventata la quintessenza del male. Manco a dirlo tutti coloro che si opponevano al comunismo sovietico diventavano per converso degli eroi assoluti, proprio come Lech Walesa, icona dell’anticomunismo premiato con il Nobel per la Pace per il suo zelo, lo stesso premio che, tra gli altri, ha vinto anche un personaggio come Kissinger nel 1973, per non parlare di Obama che ha bombardato già Libia, Afghanistan, Siria, Iraq e Somalia in meno di cinque anni riuscendo a portarsi a casa il prestigioso premio. Eroe di Solidarnosc, diventato un vero simbolo della crociata mondiale contro il comunismo, Walesa è stato anche il primo presidente post-sovietico della Polonia e, almeno secondo la vulgata del mainstream, rappresenta l’uomo di pace per eccellenza. Ma la realtà, si sa, spesso contraddice la propaganda. Walesa infatti ha concesso una recente intervista pubblicata oggi e riportata tra gli altri anche TMNews nella quale ha detto nientemeno che la Polonia dovrebbe procurarsi delle armi atomiche per proteggersi dalla Russia. La Polonia ha bisogno di opporsi alla Russia“, ha detto Walesa, visibilmente preoccupato per quanto sta accadendo in Ucraina ma evidentemente per nulla toccato dalle svastiche e dai simboli delle Ss che circolano invece nelle milizie fedeli a Kiev. Insomma Walesa sembra ancora catapultato negli anni Ottanta ritenendo la Russia il “male assoluto” anche ora che la Polonia ha coronato il suo sogno diventando membro dell’Ue e della Nato. 

Del resto già nei giorni scorsi avevamo pubblicato un articolo molto interessante sulla russofobia che viene coltivata in Polonia (LEGGI QUI), ma evidentemente il problema è molto più radicato di quanto si pensi dal momento che Walesa, quello che dovrebbe essere un uomo di pace, sembra pronto a tutto pur di andare contro Mosca: “Putin tenta di intimidirci con le armi nucleari, quindi perchè non dovremmo avere il nostro arsenale?” ha detto Walesa al quotidiano Rzeczpospolita. “Dovremmo prendere in prestito, in leasing, armi nucleari e mostrare a Putin che se un solo soldato russo mette piede sul nostro territorio, attaccheremo. Per mettere le cose in chiaro“. Insomma parole di guerra quelle di Walesa, che evidentemente sembra obnubilato dall’odio antirusso e come dargli torto dal momento che odiare e minacciare la Russia all’interno dell’Ue e della Nato consente un rapido miglioramento di carriera e di reputazione. Del resto secondo Walesa e gli amici della Nato anche la Tymoschenko liberata dai rivoltosi del Maidan è una eroina della libertà e della democrazia, la stessa che propose di utilizzare le armi atomiche contro i filorussi nell’Ucraina dell’Est, per intenderci. Insomma Walesa rappresenta esattamente quella fattispecie di lupi travestiti di agnelli di cui la Nato si è servita a profusione per distruggere l’immagine della Russia e del comunismo. I nodi però vengono sempre al pettine, e per chi lo vuole è possibile vedere la vera natura di questi personaggi.

Gracchus Babeuf

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